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“Il ladro gentiluomo” si porta via la 67ª edizione del Premio Bancarella

Riccardo Sordi
“Il ladro gentiluomo” si porta via la 67ª edizione del Premio Bancarella

Ad Alessia Gazzola il riconoscimento letterario dei librai italiani, ma l’autrice annuncia: potrebbe essere l’ultimo della serie

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pontremoli. “Un ladro gentiluomo” si è portato via il premio Bancarella. Ma niente paura, nessun epigono di Arsenio Lupin ha trafugato il San Giovanni di Dio, simbolo della vittoria del Bancarella, semplicemente è questo il titolo del romanzo di Alessia Gazzola, edito da Longanesi, che ha vinto la 67ª edizione.

Forse non si può parlare di un successo annunciato, ma certo il libro della giovane scrittrice siciliana (messinese, classe 1982) partiva con i gradi di grande favorito della vigilia. Merito di un romanzo che continua le avventure dell’aspirante medico legale Alice Allievi che si improvvisa, con ottimi risultati, detective. Serie di avventure di grandissimo successo che hanno trovato anche una trasposizione televisiva con la fiction “L’allieva” con Alessandra Mastronardi nel ruolo della protagonista. Un cammino ricco di successo ma che la Gazzola sembra voler interrompere dopo aver annunciato, alla vigilia dell’uscita del libro, che proprio “Un ladro gentiluomo” sarà l’ultimo della serie. Anche se sul palco del Bancarella allestito in piazza della Repubblica l’autrice non è stata così categorica: «Ora ho voglia di fare cose nuove. Certo se Alice dovesse mancarmi non avrei problemi a riprendere in mano il filo del discorso. Ma certo non voglio scrivere un romanzo tanto per farlo».

Ed invece tornando all’ottavo e ultimo romanzo della serie Allievi: «Ho voluto riadattare con la mia chiave di lettura un classico della letteratura gialla, quella del furto di gioielli. E poi volevo far combinare un bel casino ad Alice per metterla nei pasticci e costringerla a rimediare. E così è proprio lei a consegnare inconsapevolmente, affascinata dalla parlantina del ladro gentiluomo, i preziosi al malvivente e da lì nasce una caccia all’uomo ricca di colpi di scena». Una trama avvincente che ha convinto anche i librai del premio Bancarella che hanno sancito la vittoria della Gazzola con ben 149 voti.

A seguire Marco Scardigli con “Evelyne. Il mistero della donna francese” (Interlinea), 88 voti; a chiudere il podio Marino Magliani con “Prima che te lo dicano altri” (Chiarelettere), con 68 preferenze. Poi a seguire Giampaolo Simi con “Come una famiglia” (Sellerio), 66 voti, Tony Laudadio con “Preludio a un bacio” (NN editore), 57 preferenze ed infine Elisabetta Cametti con “Dove il destino non muore” (Cairo) con 49 voti. I sei finalisti hanno presentato i loro libri durante l’abituale tavola rotonda che si tiene in attesa dello spoglio dei voti, un dibattito condotto con eleganza e simpatia da Gioia Marzocchi, conduttrice romana ma che ha delle forti origini pontremolesi, precisamente di Succisa ed ha ricordato le estati passate nella frazione assieme al nonno Santino Marzocchi. Sul palco presente anche Sara Rattaro (vincitrice del Bancarella 2015) come presidente del premio.

Inevitabilmente durante la serata non poteva mancare un ricordo dedicato a due vincitori del premio Bancarella recentemente scomparsi, due importanti figure di scrittori ed intellettuali: Andrea Camilleri (vincitore nel 2001 con “La gita a Tindari) e Luciano De Crescenzo (vincitore nel 1984 con “Storia della filosofia greca”) un ritratto tracciato dal segretario del premio, Giuseppe Benelli e ribadito anche dal sindaco Lucia Baracchini e dal presidente del premio Gianni Tarantola (che ha voluto ricordare come il Bancarella sia “un premio sano e onesto” ). —

Riccardo Sordi

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