Gioco
«Che scossa! La mia street art nel ventre del castello Malaspina»
massa. Alessandro Grazi, pittura internazionale per un maestro dal carattere internazionale. Dagli Stati Uniti a Trafalgar Square, la sua arte, di un’elegante e pensata street-art, viene apprezzata da critici e pubblico, soprattutto dai direttori dei musei. A Massa, il senese e internazionale Alessandro Grazi si è sentito come a casa.
Qual è stato il passo fra la grafica pubblicitaria e la sua creatività e l’arte contemporanea vissuta nei musei e nelle location più prestigiose?
«In realtà non c'è mai stato un passaggio definitivo. La mia grafica da creativo era alimentata dalla pittura e ora viceversa. Ci sono momenti in cui affiora in maniera prepotente nelle opere anche solo per la costruzione e composizione dei lavori e del loro significato».
Lei maestro ha una pittura, secondo gli addetti ai lavori, di respiro e di realizzazione internazionale: quali mostre all’estero hanno caratterizzato il percorso recente?
«Dal 2017 al 2019 le esperienze di Londra e Dubrovnik con Infinity MasterClass, Berlino con Italians in Berlin e New York con la personale Spatialism and Futurism mi hanno fortificato dandomi più certezze sul percorso che sto facendo. Essere in questi posti e vedere dal vivo e per associazione "accanto" a nomi di artisti, che fanno e hanno fatto tremare la mano a chiunque, mi ha permesso di sentirmi "più compreso" e devo un grande ringraziamento a chi mi sostiene e mi ha sostenuto».
Ci parli in due righe della sua arte: chi è Alessandro Grazi?
«Sono una persona che usa tutti i mezzi a disposizione dell'arte per dire quello che è giusto o sbagliato, secondo il mio parere, sui problemi e le soluzioni per il mondo sociale, ciò che ci circonda e del più segreto intimo».
Si avvicina Expo 2020 e lei, che è stato selezionato, cosa porterà in terra araba?
«Sto mettendo a punto tutto quello che ho sperimentato finora e naturalmente aggiungendo delle novità che tormentano di continuo il mio animo. Diciamo che ci saranno dei lavori che saranno esperimenti di esperimenti».
Massa è una realtà che si vuole affermare nel panorama contemporaneo nel settore del turismo culturale anche grazie alla Biennale d’arte contemporanea: come descriverebbe la sua esperienza in questa Biennale?
«Il Castello Malaspina, una delle sedi della Biennale e anche della mia personale, ha un fascino incredibile. Essere dentro il ventre della fortezza e presentare a contrasto l'arte contemporanea con il medioevo dà delle scosse da cortocircuito. Le mie cose hanno un background che proviene dalla street-art coniugata con il classico stile senese e deve essere anche per questo che mi sento particolarmente a mio agio».
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