Il Tirreno

in lunigiana 

Schiava in casa, dopo anni trova la forza e denuncia il marito violento

T. G.
Schiava in casa, dopo anni trova la forza e denuncia il marito violento

Disposto l’allontanamento del coniuge, un 32enne marocchino Le indagini dopo il ricovero della donna per le percosse subite

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fivizzano. La picchiava ogni giorno. A volte la minacciava con un coltello. Non mancava la violenza psicologica, fatta di vessazioni continue, come il non poter frequentare parenti e amici.

Alcuni giorni fa la donna, una quarantenne residente in Lunigiana, sposata ad un 32enne marocchino, ha trovato la forza di fuggire dalla casa dove oramai era costretta a vivere senza poter vedere nessun altra persona che lui, e si è rifugiata da alcuni parenti a Massa.

Quel giorno, poco prima di scappare, era stata picchiata per l’ennesima volta. Lesioni evidenti, ferite che destavano preoccupazione, e che hanno convinto i parenti ad accompagnarla d’urgenza al Pronto soccorso.

L’ennesimo caso di violenza domestica si è concluso con l’allontanamento del coniuge dalla casa dove viveva con la donna.

Venerdì i carabinieri della Stazione di Fivizzano, insieme a quelli del Norm di Massa, hanno eseguito la misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di La Spezia nei confronti del 32enne marocchino, marito divenuto “particolarmente violento nei confronti della moglie, costretta da tempo a vivere un vero e proprio stato di soggezione fisica/psichica e a subire ogni tipo di maltrattamento”.

In ospedale è scattato il codice rosa, e una catena di solidarietà e protezione nei suoi confronti. I carabinieri sono stati informati e hanno raggiunto il Pronto soccorso, dove la 40enne si è decisa a parlare. Ha raccontato di violenze subite per anni, e mai denunciate.

Come un fiume in piena non ha trattenuto i particolari di una vita divenuta intollerabile da sopportare. Era una “schiava in casa”. Ai militari ha raccontato di aggressioni nate da futili motivi. Motivi anche abbietti, frutto (scrivono i militari) “dell’assenza di un minimo rispetto della dignità umana”.

Le indagini sono proseguite per alcuni giorni. L’Arma ha raccolto, riscontrato e cristallizzato una serie di elementi, confluiti in un’informativa di polizia giudiziaria che è stata depositata alla procura della Repubblica del tribunale de La Spezia.

Qui la vicenda, dopo le prime valutazioni del procuratore capo, è stata affidata al pubblico ministero Federica Mariucci, che ha avanzato al gip competente, con la tempestività richiesta dal caso, la richiesta di un provvedimento restrittivo.

In base agli elementi forniti, non ha avuto dubbi nemmeno il giudice per le indagini preliminari, Mario De Bellis, la cui ordinanza dispone la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare (e i divieti connessi previsti dall’ex articolo 282 bis del Codice di procedura penale).

Coordinandosi con i colleghi del Norm di Massa e con il personale di La Spezia, i carabinieri del comune lunigianese hanno cercato e rintracciato il 32enne marocchino, nei cui confronti è scattato immediatamente il diviento di allontanamento. —

T. G.

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