Il Tirreno

i nodi della sanità 

Monoblocco, al via i lavori per la risonanza magnetica

Tiziana Gori
Monoblocco, al via i lavori per la risonanza magnetica

La prossima settimana sarà affidato l’appalto, apparecchio in funzione dal 2020

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CARRARA. Spenta da tre anni e mezzo, inattiva, nel vecchio ospedale di Massa, la risonanza magnetica ad alto campo è una spina nel fianco per Azienda sanitaria e Regione. Anche perché la manutenzione deve essere comunque garantita, e servono migliaia di euro ogni anno. . Finalmente, ieri pomeriggio, l’assessora regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, e il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani hanno annunciato l’affidamento dei lavori per il trasferimento dal vecchio ospedale al monoblocco carrarino. Al piano S (il piano terra) del Centro polispecialistico sarà creato uno spazio ad hoc per ospitare la strumentazione ed essere in grado di ripartire a inizio 2020: «Il trasferimento e la riattivazione del macchinario – afferma Bugliani – restituiscono un servizio essenziale ai citadini».

«Abbiamo rispettato gli impegni – chiosa Saccardi – La riattivazione della risonanza porterà beneficio a tutta la sanità del territorio, con effetti positivi sul contenimento e sulla riduzione dei tempi di attesa». In effetti, l’inizio del 2020 era stata indicata dalla Regione come la data più probabile e, al momento, le ultime tempistiche sono rispettate. A marzo è stato consegnato il progetto esecutivo. Dopo la verifica con i responsabili sanitari è stata indetta la gara per affidare i lavori. Ma quante polemiche nel corso degli ultimi quattro anni per il mancato utilizzo dell’apparecchio.

Ottanta gli operatori che hanno risposto al bando. I lavori saranno affidati la prossima settimana e dureranno circa sei mesi. L’intervento, del costo di oltre un milione di euro, è stato finanziato con fondi regionali e statali.

Il fatto che la risonanza, è confermato, sarà trasferita al monoblocco, implica una retromarcia sull’idea di demolire l’edificio, ipotesi che da settimane sta facendo discutere i carrarini? Non proprio. È lo stesso Bugliani a spiegare che, ancora, sono diverse le ipotesi al vaglio. Ma i tempi per decidere sempre più stretti.

Si parte da un dato oggettivo: «Il monoblocco ha bisogno di adeguamenti antisismici, e operare questi adeguamenti richiederebbe costi ingentissimi in larga parte del Centro polispecialistico». Non al piano S, dove sarà ospitata la risonanza magnetica ad alto campo. All’interno dell’attività di montaggio del macchinario è ricompreso anche l’adeguamento antisismico del reparto, primo intervento del genere sul monoblocco. Ma cosa ne sarà del futuro del Centro, ancora non è stato deciso. C’è, e lo conferma anche Bugliani, l’idea di costruire una palazzina ex novo di fronte al monoblocco, su un’area di 4-5mila metri quadrati sempre di proprietà Asl. «Possiamo decidere di continuare con il monoblocco, con costi maggiori e compromissione di parte dei servizi, o costruire ex novo accanto a costi minori e valutare poi cosa fare del Centro. Potrebbe essere lasciato in funzione il Piano S, con gli altri servizi nella nuova struttura».

Maria Letizia Casani, direttrice generale Asl Toscana Nord Ovest, ha fissato un primo incontro per il 24 luglio con tutti i professionisti che lavorano all’interno della struttura: «La soluzione sarà condivisa con tutte le parti sociali», afferma. —


 

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