Sicurezza
Giù il Monoblocco: una nuova struttura “polispecialistica” a Monterosso
La Regione conferma il progetto e spiega: nessuna interruzione dei servizi, che saranno invece potenziati
carrara. Non è vecchio – venne inaugurato nel 1976 (non avrebbe ancora l’età della pensione)– , non è cadente. Ma verrà comunque abbattuto. La sorte del monoblocco, l’ex ospedale di Carrara è segnata: verrà abbattuto. E ricostruito. La conferma a quanto anticipato le scorse settimane da Il Tirreno è arrivata dalla Regione Toscana, che ha messo a punto un progetto di ri-assetto delle srtutture sanitarie carraresi che prevede, appunto scomparsa del monoblocco che conosciamo. Ma non dei servizi, degli ambulatori, delle strutture che contiene.. È stata l’assessora alla Sanità delal Regione Stefania Saccardi a fare il punto sulla questione, anche per fugare le tante perplessità che si sono manifestate di fronte alla idea di demolire il monoblocco. Ospite della Festa dell’Unità in corso a Cà Michele di Bonascola, la Saccardi ha incassato il risultato della ufficializzazione della notizia riguardante la prossima installazione della risonanza magnetica presso lo stesso monoblocco di Carrara. Installazione che dovrebbe finalmente ridurre le liste di attesa per un esame del quale c’è molta richiesta.
E alal festa gli esponenti del Pd, in particolare quelli della Commissione sanità, hanno incalzato la Saccardi sulla proposta sulla demolizione e la ricostruzione del Monoblocco. E a margine della Festa, l’assessore ha illustrato nel merito le ragioni e gli scopi del progetto contribuendo a fugare quelle che erano i principali dubbi.
La Regione Toscana, ha detto in sostanza, considera il Centro Polispecialistico A.Sicari (così si chiama ora l’ex ospedale) una struttura di interesse strategico nell’organizzazione sanitaria della provincia di Massa Carrara e pertanto continuerà ad investire nel suo potenziamento. Nessuno degli attuali servizi verrà infatti nè ridotto nè ridimensionato, anzi, il presidio verrà implementato con nuove funzioni fino alla completa attuazione delle indicazioni dell’ultimo Pal.
Il progetto in questione, quello di realizzare una nuova struttura, è nato dall’esigenza di adeguare alle più recenti normative una struttura progettata e costruita tra gli anni 60 e 70. Esso prevede la costruzione di un moderno edificio dove verranno ricollocate le varie attività. Questa operazione - ha specificato la Saccardi – avverrà senza alcuna interruzione dei servizi, che continueranno ad essere regolarmente svolti nell’attuale presidio.
Scartata, invece l’idea, ipotizzata inizialmente, di adeguare il monoblocco, operazione che avrebbe associato al grande esborso economico – riassumiamo la posizione della Saccardi illustrata al Pd – anche un enorme costo sociale costituito da uno scenario di disagio dovuto ad impalcature pluriennali, polveri, spostamenti, accorpamenti , trasferimenti “momentanei” in altre strutture, ottenendo comunque una struttura adeguata ma comunque vetusta.
Per questo Asl e Regione, hanno scelto un’altra soluzione: a fronte di uno esborso economico di poco superiore si avrà infatti una struttura di ultima generazione capace ad esempio di portare notevoli risparmi anche dal punto di vista energetico (si parla di circa 400.000 euro annui). Soprattutto, sarà una struttura progettata e costruita in base alle funzioni che vi verranno svolte e non un contenitore in cui adattare attività diverse da quelle originarie.
Per la commissione sanità del Pd la soluzione è “quella giusta”. È indispensabile però, aggiungono i Dem, che la popolazione «sia adeguatamente informata e coinvolta nel percorso che porterà alla costruzione del nuovo plesso. Ci impegniamo ad organizzare e condividere tutte le iniziative, anche attraverso assemblee pubbliche, finalizzate a tale scopo e di sostegno alla risoluzione di altre problematiche ancora in campo. Tra queste la Residenza assistita di Fossone, i presidi distrettuali e la Scuola infermieri».
Il Pd, infine, , invita l’amministrazione aomunale a sostenere il progetto «che avrà , a nostro giudizio, notevoli benefici sull’offerta socio-sanitaria di tutto il territorio apuano a cominciare dall’intera comunità carrarese». —
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