Il Tirreno

partaccia 

«Campeggio abbandonato» Protestano venti clienti

Camilla Palagi

I turisti parlano di mancanza di illuminazione, condizioni igieniche precarie e nessun controllo notturno. “Nessuno ci risponde, neanche il Comune” 

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MASSA. «Non c'è illuminazione né un servizio di controllo notturno che assicuri un sonno tranquillo. Le condizioni igieniche lasciano a desiderare e il personale che dovrebbe gestire la struttura è assente: il recapito telefonico che viene indicato su internet è fuori uso». A denunciare lo stato di abbandono in cui vivono all'interno di bungalow e roulotte, sono venti turisti che da anni frequentano il litorale apuano. Hanno chiesto aiuto ad un avvocato per capire il perché di tale «inospitalità». E da un anno, raccontano e documentano, si appellano alle istituzioni locali affinché facciano i dovuti controlli. Ma hanno ricevuto solo «un assordante silenzio», sostengono, e la «più totale indifferenza».

Succede in Partaccia ad alcuni clienti del Camping Azzurra. «Da anni – raccontano – i servizi che ci vengono offerti risultano a dir poco inadeguati rispetto alle aspettative di frequentazioni di un camping a due stelle». I clienti raccontano di aver acquistato diversi anni fa alcune strutture. C'è chi ha pagato 5mila euro per uno spazio di circa 50 metri quadrati. Chi ne ha pagati molti di più, quasi 13 mila. E i soggetti ai quali si sono rivolti per l'acquisto sono diversi: gli stessi esercenti o terzi privati. Insomma, la situazione è piuttosto variegata. Così come sono variegate le tariffe richieste per godere dei normali servizi di un campeggio: acqua, luce, gas. Ma anche sicurezza. «Questa estate, a seguito di una serie di furti all'interno del campeggio non c'è stata fornita la polizza assicurativa». Intorno alle tre di notte nel campeggio in questione entrano dei ladri. Un'incursione che resta impressa ad alcuni dei clienti, tanto che hanno scelto di soggiornare in altre strutture. E dunque sostenere nuove spese. Ma è in quel momento che si apre un contenzioso fra i titolari del campeggio e i 20 clienti.

«Abbiamo chiesto ai gestori di ricevere gli originali delle ricevute fiscali per i servizi annuali, copia della polizza assicurativa Rc terzi ed atti vandalici, nonché la copia della tassa di soggiorno, ricevendo quale risposta l'invito a lasciare il campeggio, cosa che siamo stati costretti a fare qualche mese fa».

L'avvocata Francesca Galloni sta seguendo la vicenda e sottolinea gli appelli fino ad oggi inascoltati da parte delle istituzioni. «La cosa più grave è che nonostante documenti e pec non abbiamo ricevuto risposta. Anzi. Nei mesi invernali ci è stato detto dal Comune che, essendo le strutture chiuse, dovevamo aspettare aprile. Poi ad aprile abbiamo sollecitato di nuovo gli accertamenti necessari a comprendere che cosa stia succedendo in quell'area. Da allora tutto tace».

Il campeggio non è associato ad Ageparc,sottolinea il presidente dell’associazione Marco Lucetti. Pertanto la lettera dei campeggiatori è indirizzata al sindaco, al delegato alla costa e alla polizia municipale. «Non crediamo che i turisti si accolgano in questo modo - dicono - La nostra storia oltre che da angherie e umiliazioni è caratterizzata dalla totale indifferenza da parte di chi, a quanto sembra, non vuole affrontare con trasparenza la questione campeggi». Il Tirreno ha cercato di mettersi in contatto con i titolari della struttura ma senza riuscirci. —

Camilla Palagi

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