La protesta
«Nella nostra provincia ci sono 5mila disabili Servono soldi e servizi»
massa. Insediata nel marzo 2018, la Consulta provinciale per le persone disabili fa un primo bilancio di questi 15 mesi di lavoro partendo da un dato: «Nella nostra provincia sono 5 mila le persone disabili – dice Pierangelo Tozzi presidente della consulta- Questo è il numero con il quale ci dobbiamo rapportare e significa almeno altrettante famiglie che devono misurarsi con le problematiche che spesso la società aggrava invece che semplificare».
E il numero, secondo statistiche, è destinato a crescere. Sono però diverse le iniziative che la consulta ha messo in piedi per affrontare le problematiche della disabilità per provare a migliorare il quadro attuale: «Dal gennaio 2019 è attivo uno sportello informativo per la scuola – ha precisato il presidente della consulta – aperto il mercoledì dalle 15 alle 17 nella sede dell’Urp di Palazzo Ducale. Non è un doppione né sostituisce qualcos’altro ma un di più, un facilitatore per instradare ed aiutare le famiglie a trovare soluzioni all’interno del mondo della scuola».
«Da noi – aggiunge Shara Ginepri, responsabile dello sportello che funziona grazie ai volontari – vengono famiglie per essere aiutate nella ricerca di soluzioni e percorsi, senza doversi sobbarcare il peregrinare tra diversi uffici. Il tema principale è l’inclusione soprattutto per studenti della scuola secondaria di secondo grado. Riapriremo a settembre, il periodo più critico con l’assegnazione delle cattedre. Stiamo anche lavorando per poter aprire un secondo sportello almeno una volta al mese ad Aulla».
Lavoro, mobilità e non autosufficienza sono invece i tavoli aperti dalla consulta sul territorio: «Sul lavoro – ha precisato Tozzi – il tavolo è insediato presso la Camera di Commercio. I dati sono allarmanti nel nostro paese. Mentre in Francia il tasso di disoccupazione generale è al 9,9% e quello dei disabili al 21%, da noi a un tasso generale dell’11,5% fa da contraltare un tasso tra i disabili che raggiunge l’80%. Non si riesce ad inserire i disabili nel mondo del lavoro. L’intuizione che abbiamo avuto è quella di costruire un progetto, che abbiamo chiamato “Occupabili”, che coinvolga medie e piccole imprese. L’obbligo dell’assunzione scatta con 15 dipendenti, ma noi vogliamo favorire un cambio culturale e coinvolgere anche chi ne ha di meno cercando di uscire dall’ottica dell’obbligo perché assumere un disabile può essere una opportunità».
L’ultimo tavolo attivato riguarda la non autosufficienza: «in Toscana ci sono 110 mila anziani non autosufficienti, in Italia 4 milioni di famiglie hanno una persona non autosufficiente. La popolazione over 65 anni aumenterà in 10 anni dal 22,8 al 33%. Servirebbero 2 miliardi di euro a fronte di 300 milioni spendibili in servizi- spiega sempre Tozzi- Il problema principale è che anche i servizi che ci sono non si conoscono; con questo ulteriore tavolo vogliamo fare emergere la problematica ma anche dare una soluzione, sempre con il sistema degli sportelli, per agevolare l’accesso». —
M.D.A
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