Il Tirreno

dramma in mare 

Cinquale, affonda peschereccio la Finanza salva padre e figlio di Massa

M.B.
Cinquale, affonda peschereccio la Finanza salva padre e figlio di Massa

Alle 6 la barca ha lanciato il may day perché imbarcava acqua, i soccorritori arrivati appena in tempo

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CINQUALE. Dramma al largo del Cinquale, ieri mattina intorno alle 6: un peschereccio ha imnbarcato acqua e nel giro di pochi minuti è affondato, per fortuna sono stati tratti in salvo i due uomini dell’equipaggio, Antonino Costa, 43 anni e il figlio Gaetano, 20 anni, di Massa. Hanno perso tutto, ma sono in salvo.

Tutto è accaduto in poco tempo, sono in corso accertamenti per capire a cosa sia dovuta l’avaria che ha portato all’affondamento del “Nuova Anna Maria”, questo il nome del peschereccio della Cooperativa Scirocco di Marina di Carrara, di stanza però al porto di Viareggio. A mettere in salvo padre e figlio, il pattugliatore della Guardia di finanza di Marina di Carrara coordinato della capitaneria di porto di Viareggio. Erano circa le 6 quando il Guardacoste G214 "Finanziere Rocca" in forza alla sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Marina di Carrara - della quale è responsabile il maggiore Davide D’Afflitto - , con a bordo dodici uomini di equipaggio, in servizio di vigilanza contro traffici illeciti, ha raccolto via radio il may day lanciato dal peschereccio.

Ha risposto alla chiamata e si è diretto verso il punto dell'allarme, a circa otto miglia di distanza. Nel frattempo, il Guardacoste ha tenuto i contatti con la Capitaneria di Viareggio. Quando il natante della Finanza è arrivato sul posto, il peschereccio stava già affondando, aveva imbarcato acqua: i due a bordo, padre e figlio, sono stati invitati a portarsi a prua, e da lì, sono stati recuperati, sotto choc.

Sono stati portati al porto di Viareggio dall’equipaggio della Guardacoste G214, e consegnati al personale della locale Capitaneria di Porto, titolare dell’inchiesta aperta. Dopo essere stati ascoltati, Antonino e il figlio Gaetano (quest’ultimo risulta il titolare del peschereccio, iscritto al registro marittimo di Marina di Carrara) hanno potuto fare ritorno a casa.

È stata inoltre effettuata l’ispezione del relitto da parte del nucleo sommozzatori della Guardia Costiera per verificare le condizioni del relitto per aspetti di tutela ambientale ed acquisire utili informazioni sulle cause dell’affondamento.

Proprio questo è il punto, come abbia potuto imbarcare acqua in modo così repentino e incontrollabile da portare all’affondamento.

Il presidente della cooperativa Scirocco, Stefano Agnesini, fin da ieri mattina è stato vicino, per quanto possibile, nel sostenere la famiglia Costa, anche dal punto di vista psicologico. La barca era il sostentamento della famiglia. —

M.B.

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