Sicurezza
Chiama i carabinieri: «Se non mi arrestate io ammazzo qualcuno»
Un uomo di 30 anni minaccia i militari intervenuti a calmarlo Già 15 giorni fa era stato fermato per un episodio simile
montignoso. «Venite, venite ad arrestarmi o ammazzo qualcuno. Io voglio essere arrestato, voglio un lavoro». Appena due settimane fa aveva colpito con un pugno in faccia un carabiniere che provava a calmarlo mentre minacciava dei passanti in un bar, ma un 30enne di Pietrasanta si è ripetuto con una scenata ad alto tasso di elettricità in casa sua, quando dopo la telefonata i militari sono arrivati per provare a calmarlo. E ancora una volta la sua giornata è finita con le manette ai polsi.
Dopo le minacce e l’aggressione ai carabinieri di due settimane fa, il giudice aveva stabilito, assieme al già menzionato obbligo di dimora nel comune di residenza, anche la permanenza obbligata nel suo domicilio dalle 19 fino alle 7. Eppure gli è bastato sollevare il telefono, in verità con più chiamate ai carabinieri, per riuscire di nuovo a scatenare un putiferio.
Le prime telefonate sono scombiccherate, le minacce non sembrano reali. L’uomo però insiste: «se non venite ammazzo qualcuno, sono pronto ad ammazzare qualcuno». E a quel punto decidono d’intervenire per verificare cosa sta succedendo.
L’uomo è in casa sua, come da disposizioni. Ma appena arrivano i carabinieri va subito su di giri. Comincia a minacciare: a uno dei militari dice che gli avrebbe tolto il manganello per picchiarlo, a un altro invece si rivolge avvertendolo che gli avrebbe sfilato la pistola per poi sparargli. Insomma, non c’è verso di farlo stare calmo.
E poi c’è la questione lavoro. Su questo sembra particolarmente insistente, anche se le parole sembrano più vaneggiamenti. «Mi devono dare un lavoro, io a lavorare gratis non ci vado, non voglio le borse lavoro. Voglio un contratto», continua a ripetere ai carabinieri che nel mentre provano a calmarlo, a fare sbollentare la furia.
Un tentativo lo fa anche il sindaco Gianni Lorenzetti per provare a calmarlo al telefono, ma l’uomo non si rassegna. Continua a minacciare anche una dirigente del Comune che arriva sul posto per dare una mano. Alla fine i militari si sono visti costretti ad ammanettarlo e portarlo via. Per la seconda volta in 15 giorni. —
L.R.D.
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