«Zona poco sicura, stiamo pensando di mollare»
Il titolare del compro oro: «La commessa è stata coraggiosa e ha reagito ma non sappiamo se continuare a tenere aperto» Colpo da diverse migliaia di euro
massa. «Lei è stata fin troppo coraggiosa, non gli ha permesso di rinchiuderla nello stanzino. L’ha strattonata, le ha legato i polsi con lo scotch ed è scappato con i soldi e i gioielli. Sono stati cinque-sei minuti di terrore». Il referto del Pronto soccorso parla di quattro giorni di prognosi, ma per Monica Buglione il ricordo della rapina subita all’orario di chiusura nel compro oro di via Galilei resterà forse più a lungo.
E il suo titolare sta valutando se tenere aperto quel quarto negozio di “Giringioro” inaugurato nell’area commerciale che ospita l’Oviesse poco meno di due anni fa. L’ultimo taglio del nastro in ordine di tempo, dopo quelli di Sarzana, La Spezia e Marina di Carrara.
Mercoledì un giovane (sembra italiano) è entrato in negozio poco prima dell’orario di chiusura. Cappellino in testa, occhiali da sole, appena chiusa la porta la commessa lo ha invitato a sedersi un attimo. Velocemente, lui si è invece coperto la bocca con un foulard che portava al collo. «Le ha detto che aveva una pistola - racconta Matteo Baldini, titolare di Giringioro - e le ha intimato di non gridare». «Non voglio farti del male», ha aggiunto, parlando di «due complici» fuori ad aspettarlo. Voleva far capire (o credere) di non essere solo.
Presa alla sprovvista, la commessa non ha avuto il tempo di azionare il pulsante anti rapina, collegato alle forze dell’ordine. All’interno della gioielleria ci sono delle telecamere, ora al vaglio della polizia.
Il rapinatore aveva un cappellino da baseball in testa e gli occhiali da sole. Era vestito di nero. Ha aperto la cassa, arraffando tutti i soldi (si parla di circa 1700 euro) e poi ha costretto la commessa ad aprire la cassaforte. «Lei - racconta Baldini - ha anche reagito. Dopo essere stata costretta ad aprire, ha tentato di richiudere subito la cassaforte per non fargli prendere i borselli e i plateau. Lui l’ha presa per una spalla e strattonata. Ha infilato in uno zaino un paio di plateau. C’erano gioielli in argento, ma anche qualcosa in oro».
Ha legato i polsi della commessa con dello scotch trovato sul tavolo, cercando di spingerla nella stanza sul retro. Niente da fare, lei ha opposto resistenza mettendosi a gridare e lui ha preferito darsi alla fuga. Scappando ha fatto cadere un plateau di gioielli.
Ancora spaventata, e con i movimenti rallentati dall’avere i polsi legati, la donna è riuscita dopo alcuni istanti ad aprire la porta e a chiedere aiuto. Sul posto si sono dirette due Volanti della polizia, assieme alla Squadra mobile e alla Scientifica, per i rilievi e l’acquisizione delle immagini delle telecamere interne. «Stiamo valutando se continuare a tenere aperto - riflette Baldini - Non ci sentiamo sicuri. C’è anche una sala giochi nelle vicinanze che può attirare personaggi poco raccomandabili». —
Tiziana Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
