La manifestazione
Rompe le ossa a una donna solo per uno sguardo
arrestato dai carabinieri un uomo di 43 anni
massa. Massacra una donna di botte, e le spacca le ossa, soltanto perché lo ha guardato. Un episodio incredibile, pura violenza gratuita costata alla donna oltre cento giorni di prognosi. Nella foga l’uomo infatti le ha procurato alcune fratture e se non fosse intervenuto un anziano- pure lui malmenato - sarebbe potuta persino andare peggio. L’uomo, un 43enne del posto, inizialmente era riuscito a fare perdere le sue tracce. Ma alla fine i carabinieri lo hanno preso e adesso si trova ai domiciliari.
La vicenda risale addirittura a maggio. Al 21 per la precisione. Sono le otto di sera quando una donna sta percorrendo in bici la strada per tornare a casa, una traversina del viale che porta al mare. È una serata mite, adatta a una passeggiata in sella a una bici.
Tra i due c’è niente di più che uno scambio di sguardi banale, che però lui interpreta come un’occhiataccia. E tanto basta a farlo scattare in maniera animalesca. Si dirige verso la malcapitata e comincia a picchiarla, praticamente senza dare nessuna spiegazione. Brutale, la colpisce in varie parti del corpo, senza fermarsi. Lei prova a fermarlo, lo implora ma non c’è niente da fare. Tanta è la violenza che le ossa si rompono mentre lei a terra terrorizzata è in balia dei colpi.
A fermarlo, per fortuna, è un coraggioso anziano che abita da quelle parti e che si trova a passare per caso. Si frappone, ma così come già successo alla donna è stato aggredito ed è finito anche lui all’ospedale.
Le urla attirano altre persone e l’aggressore si dà alla fuga. Tenta poi di nascondersi in un’attività che frequenta da quelle parti, ma la sua cautela attira l’attenzione di un gruppo di giovanissimi che gli chiedono perché si sta comportando in modo così strano. Lui, non pago delle precedenti violenze, li minaccia gravemente e poi, aiutato da terze persone (la cui posizione e’ al vaglio del pubblico ministero), riesce a sfuggire alla cattura da parte dei militari dell’arma che nel frattempo lo stavano ricercando attivamente per l’aggressione realizzata qualche attimo prima.
L’uomo ricompare una decina di giorni dopo. Stavolta impugna mani un arco e frecce, aggredendo una guardia giurata che stava passando dalle partidella sua abitazione e che, trovandolo in strada agitato ed intento ad urlare, gli aveva detto di stare più tranquillo.
Sul posto arrivano i carabinieri ma l’uomo minaccia anche loro e poi si rinchiude in casa. Ancora con l’arco tra le mani. Così è stato deciso l’intervento da parte di personale del nucleo investigativo e del Norm di Massa che è entrato in casa dell’esagitato e, dopo una breve trattativa, lo ha convinto ad uscire per farsi identificare.
L’uomo al momento è recluso presso la sua abitazione, sottoposto ad un rigido regime di arresti domiciliari, con vari divieti abbinati alla misura principale, il tutto per renderlo ovviamente inoffensivo rispetto alla comunità. —
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