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Bottiglie, sacchetti e pezzi di mobili: è emergenza rifiuti

Irene Rubino
Bottiglie, sacchetti e pezzi di mobili: è emergenza rifiuti

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MASSA. Ancora una volta il Lavello è nell'occhio del ciclone, stavolta per l'emergenza rifiuti. Le barriere disposte rispettivamente in Partaccia e all'altezza delle roulotte di via delle pinete sono piene di rifiuti che andrebbero urgentemente rimosse. Le foto sono fin troppo eloquenti. Oltre alla melma, sempre presente, vediamo ritratti sacchi di plastica pieni di rifiuti, bottiglie in pvc, frascame, lattine, vaschette di polistirolo, barattoli di vernice, parti di mobili, persino un frigorifero intero. Sembra probabile che l'elettrodomestico provenga dal campo profughi del lavello. Una situazione insostenibile, per il Comitato apuano di salute pubblica, di cui si fa portavoce Flavio Franciosi: «Le promesse non c'interessano. I rifiuti vanno rimossi dal fosso Lavello perché costituiscono sia un pericolo di natura igienico-sanitaria che un'aggravante al rischio idrogeologico». Franciosi chiede, in primo luogo, una ripulitura dei rifiuti più frequente e capillare. Poi, soprattutto, più controlli: «Se le barriere, i cosiddetti salsicciotti, hanno trattenuto un frigorifero, questo ci dice che a gettare i rifiuti nel Lavello non sono solo i nostri concittadini. Tutti devono essere rispettare le regole, ivi inclusi i residenti del campo nomadi». Ricordiamo che i cittadini hanno denunciato ripetutamente miasmi e ripetuti sversamenti di melma nel fosso Lavello; dai loro esposti è iniziata l'indagine della capitaneria di porto di Marina di Carrara culminata con il sequestro dell'impianto di depurazione "Lavello 1" lo scorso Gennaio e l'iscrizione sul registro degli indagati di tre dipendenti di Arpat La capitaneria di porto e la procura di Massa hanno rilevato in più occasioni il superamento in prossimità dello scarico dei valori limite di azoto ammoniacale e cloro attivo libero. Purtroppo, i problemi di sversamenti abusivi e cattivi odori non sono cessati nemmeno in seguito allo scatto dei sigilli all'impianto. —

Irene Rubino

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