Aumenta il “biglietto” per gli scuolabus estivi Protestano i genitori
MASSA. È estate e diverse scuole elementari del territorio offrono l'opportunità a quei genitori che lavorano di poter contare su delle attività extrascolastiche durante tutto luglio. Ma quest'anno, i genitori hanno dovuto fare i conti con una scoperta “salata”: l’aumento del costo degli scuolabus, addirittura quintuplicati.
Se i bambini vogliono andare al mare, infatti, dai primi giorni del mese devono pagare 5 euro giornalieri per il servizio bus del Comune a fronte del prezzo di 1 euro degli anni precedenti. Lo denunciano diversi genitori della scuola paritaria. Che hanno rivolto un appello all'amministrazione comunale, nella persona dell'assessora all'istruzione, Nadia Marnica: «La scuola dell'infanzia di via San Vitale usufruisce da molti anni del servizio di trasporto estivo che permette ai bambini di proseguire le attività ludico-ri creative presso la spiaggia Maria Consolatrice. Purtroppo il Comune ha ritenuto di incrementare la compartecipazione degli utenti». Quote che non sono state modificate per il Centro estivo gestito dal Comune, cosa che «evidenzia una disparità di trattamento nei confronti della scuola privata paritaria» che «offre un servizio pubblico a tutti gli effetti».
La risposta dell'amministrazione però parte da un altro presupposto: «Nessun aumento generale del trasporto scolastico – scrive l'assessora Marnica- solo un adeguamento della compartecipazione delle spese per quanto riguarda le uscite extrascolastiche per coprire, almeno in parte, i costi di utilizzo degli scuolabus». Marnica spiega poi che «alcune scuole ci hanno chiesto di effettuare uscite didattiche con gli scuolabus al Lago di Porta, al Planetario di Marina di Carrara e in altre zone fuori confine. Abbiamo acconsentito ma per farlo abbiamo dovuto adeguare, seppure di poco, le quote di compartecipazione per le uscite extrascolastiche. Le scuole hanno accettato, senza difficoltà, essendo il servizio comunale estremamente più conveniente rispetto al costo di un bus di linea». «Da sottolineare – dice ancora – che le quote sono state riviste sulla base della distanza della meta scelta dalla scuola e favorendo gli utenti dei servizi comunali senza negare in alcun modo il trasporto anche ai centri estivi delle scuole paritarie o private che ne hanno fatto richiesta». —
Camilla Palagi
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