Il Tirreno

in tribunale 

Processo a Don Euro il pm sentirà 100 testimoni

Alessandra Vivoli
Processo a Don Euro il pm sentirà 100 testimoni

Colpo di scena ieri in aula dopo la seconda udienza che si è svolta a porte chiuse Accompagnamento coatto e 200 euro di multa a Francesco Mangiacapra

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Cento testimoni. Cento testimoni della pubblica accusa sono pronti ad essere sentiti nel processo che vede alla sbarra Luca Morini, conosciuto ormai come don Euro per le vicende legate ai festini gay a luci rosse, con i soldi dei parrocchiani.

E un colpo di scena che riguarda uno dei testimoni, il grande accusatore di Morini, l’escort gay Francesco Mangiacapra che per primo ha squarciato il velo su quello che combinava l’allora parroco di Caniparola (lo è stato anche di Avenza, Fossone e di Massa) spacciandosi per magistrato, cardiochirurgo o magnate e benefattore.

Francesco Mangiacapra ieri non si è presentato in aula, nonostante la convocazione del giudice e la notifica. Ha fatto un appello sui giornali, dichiarando la indisponibilità del vescovo ad accogliere la sua richiesta di ospitalità a Massa prima dell’udienza. Ma la sua giustificazione (manoscritta) non è stata rinvenuta nel corso del processo di ieri.

Il giudice De Mattia, presidente del collegio, ha quindi disposto, per l’udienza del 4 settembre prossimo, l’accompagnamento coatto dello stesso Mangiacapra. E ha disposto a suo carico anche un’ammenda di 200 euro.

Sempre nella udienza in calendario a settembre sono stati convocati otto testimoni. Fra questi Mangiacapra e altri ragazzi di don Euro.

Due sono stati sentiti ieri e, a porte chiuse per richiesta dell’avvocato, Luca Benedetti, a tutela della sfera personale dei due giovani, hanno ripercorso i loro rapporti con l’allora parroco. Parlando di come si sono conosciuti, delle volte che si sono visti e, più in generale della loro frequentazione.

«Hanno raccontato della relazione che hanno avuto con il Morini - ha dichiarato l’avvocato Luca Benedetti fuori dall’aula - Hanno parlato di un uomo benestante, che girava con auto di lusso e sempre accompagnato dall’autista. Hanno anche messo in evidenza come quest’uomo, molto più grande di loro, riuscisse a spaventarli e a tenerli in pugno».

Nel corso dell’udienza di ieri non si è parlato della perizia psichiatrica richiesta dalla difesa (l’avvocato Giovanna Barsotti) di don Euro. Il giudice si è riservato e pèotrebbe sciogliere la riserva alla fine della fase dibattimentale. Quindi per il momento il processo va avanti con i prossimi testimoni in lista. Otto saranno sentiti il 4 settembre. Ne mancano all’appello ancora novanta. —

Altro servizio a pag.9



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