Il Tirreno

ECONOMIA DEL MARE

Dall’Antitrust il via libera alla cessione della Porto Spa

Dall’Antitrust il via libera alla cessione della Porto Spa

«Si tratta della mera sostituzione di un operatore con un altro» La prescrizione: solo per cinque anni obbligo di Bogazzi di servirsi della società

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CARRARA. Via libera dall’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza e del mercato, alla cessione della Porto di Carrara Spa a F2i, con una prescrizione che non inficia in alcun modo l’operazione.

Porto di Carrara Spa, si osserva nella relazione dell’Antitrust gestisce l’attività di impresa portuale nel porto di Marina di Carrara, e detiene, inoltre, il controllo congiunto di alcune società che forniscono materiale da sollevamento (Lifting Ropes Shiprepairs srl), servizi logistici per la distribuzione di merci (Porto di Carrara Mammoet srl), servizi di autorimessa (Area Spa), servizi di spedizione (Tcs srl) e servizi di rizzaggio e carpenteria in ferro e legno (Panzani srl). La Porto di Carrara, inoltre, gestisce indirettamente, tramite la sua partecipazione nella società Porto Invest srl, il controllo congiunto in altre tre imprese portuali e di logistica: Multiservice srl, Transped srl e Sorima srl che gestiscono terminal per l’imbarco e lo sbarco delle merci, rispettivamente, a Porto Marghera (le prime due) e a Chioggia (l’ultima). Porto di Carrara è controllata da una persona fisica (Enrico Bogazzi, ndr), che detiene una partecipazione indiretta pari al 93,8% del capitale sociale attraverso le società Vittorio Bogazzi & figli Spa (che detiene il 69,99% del capitale di Porto di Carrara), Navalmar Uk Limited (che ne detiene una quota pari al 1,85%) e Fimpar srl (che ne detiene il 21,96%). Nel 2017, il fatturato consolidato del gruppo Porto di Carrara è stato di circa 51 milioni di euro, quasi integralmente realizzato in Italia.

L’operazione, si fa notare, è consistita nell’acquisto da parte di F2i del controllo esclusivo della società Porto di Carrara Spa, tramite quattro veicoli societari costituiti ad hoc ("BidCo") il cui capitale sociale sarà detenuto al 100% da una holding di nuova costituzione, F2i Holding Portuale Srl ("HoldCo"), a sua volta partecipata al 100% dal Terzo Fondo, uno dei due fondi di investimento che fanno capo a F2i.

Dalla relazione dell’Antitrust emerge che sono state escluse dal perimetro dell’operazione alcune attività immobiliari, che sono state trasferite alla neocostituita Porto di Carrara Immobiliare Srl, controllata dai medesimi soci di Porto di Carrara ("Scissione"). Inoltre, nel contratto di compravendita tra HoldCo e la parte venditrice (Vittorio Bogazzi&Figli Spa, Fimpar srl e taluni azionisti di minoranza di Porto di Carrara Spa, di Porto Invest srl e Veneta Consulting srl) è previsto che le quattro BidCo acquisiscano: il 99,51% del capitale sociale di Porto di Carrara Spa (nella sua configurazione post Scissione) dai soci della stessa.

L’operazione prevede l’imposizione di un obbligo di non concorrenza al venditore Enrico Bogazzi per un periodo di cinque anni, limitato al territorio italiano. Essa prevede, inoltre, l’obbligo per Enrico Bogazzi e per la società Vittorio Bogazzi & figli Spa, rispettivamente per dieci e quindici anni, di avvalersi, nei porti di Carrara, Marghera e Chioggia, esclusivamente delle società del Gruppo Porto di Carrara per le proprie attività e servizi di agenzia marittima, spedizione e trasporti, nazionali e internazionali.

L’Antitrust mette un "paletto": «La durata degli obblighi va limitata ad un periodo sufficiente a consentire la sostituzione dei rapporti di dipendenza con una posizione di autonomia sul mercato: possono quindi essere giustificati per un periodo massimo di cinque anni». Visto che il Gruppo F2i non è attivo in alcuno dei mercati interessati dalla operazione né svolge alcuna attività in mercati posti a monte o a valle di quest’ultimi o con essi correlati, e che l’operazione dà luogo alla mera sostituzione di un operatore con un altro ed è quindi insuscettibile di alterare le dinamiche concorrenziali sui singoli mercati interessati, l’autorità non avvia l’istruttoria. Via libera quindi. La nuova proprietà ha confermato nel ruolo di amministratore delegato Paolo Dello Iacono.

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