Sicurezza
Beve insieme all’amico poi lo rapina e scappa urlando “Allah è grande”
AULLA. Due anni fa si erano incontrati in un bar di Aulla. Una sorta di rimpatriata e insieme a altri due amici (tutti del Marocco ma residenti in Lunigiana) aveano fatto una bevuta. Anzi, come è stato ricostruito negli atti giudiziari, la vittima di questa vicenda che ha avuto epilogo in tribunale, ha offerto da bere a tutti. Poi, dopo aver brindato il gruppetto si è dileguato per la strade del paese.
Ma uno degli amici che poco prima aveva brindato insieme a lui lo ha raggiunto e sorprendendolo da dietro lo ha steso a terra. A quel punto lo ha immobilizzato e gli ha rubato il cellulare, le cuffie, il portafoglio e le chiavi della macchina. Subito dopo si è allontanato gridando “Allah è grande”.
È accaduto nell’aprile del 2017 ed è finito sotto accusa per rapina Syrage Bin Adin, un cittadino marocchino che risulta attualmente latitante. Il connazionale che nel processo risulta parte offesa ha fatto invece perdere le proprie tracce. Risulta residente a Tresana, ma qui non si vede ormai da tempo.
Nel frattempo la vicenda giudiziaria è andata avanti visto che, con l’aiuto di alcuni testimoni che avevano passato la serata al bar insieme ai marocchini, era stato subito identificato l’autore della rapina. Per lui quindi era scattata la denuncia e adesso si trova a processo, in tribunale a Massa davanti al collegio presieduto dal giudice Augusto lama (il pm è il dottor Alberto Dello Iacono).
Ieri in aula è stata ricostruita la vicenda avvenuta subito fuori da uno dei bar del centro di Aulla. Fondamentale per l’accusa è sentire la versione della parte offesa che quindi sarà riconvocata (e si spera rintracciata) per la prossima udienza giù fissata per il prossimo autunno. —
A.V.
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