Il Tirreno

il gesto vile 

Dolore e rabbia per la morte della gatta Rossella

Francesca Vatteroni

Commuove la storia della bestiola simbolo di Marina vecchia uccisa con un calcio. Stamani sarà recuperato il corpo

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Il dolore, prima. E lo sdegno, poi. Ha fatto commuovere Marina e è rimbalzata sui social la la storia di Rossella, detta “Giromini”, la gattina mascotte di via Garibaldi uccisa qualche giorno fa da un violento calcio dato a tradimento che l’aveva sfatta volare e ricadere sull’asfalto, procurandole lesioni interne che ne hanno causto il decesso.

La gattina era andata a morire in quella che considerava casa sua, dove aveva trovato riparo e cioè dentro la scuola elementare Giromini chiusa da qualche anno.

Stamani quindi il custode, per poter recuperare il corpicino senza vita, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini che l’avevano adottata e che preoccupati di non averla più vista in giro l’avevano scorta esanime in un angolo del cortile della scuola, riaprirà i cancelli. Per permettere di recuperare la gatta Rossella e darle sepoltura.

Una brutta storia. Una storia dolorosa.

Molti i commenti di rammarico ma soprattutto di rabbia sui social. Su Facebook qualcuno posta la frase di Gandhi “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”, ma soprattutto volano epiteti ed insulti contro il violento che ha sferrato il tanto crudele quanto immotivato calcio.

E c’è anche chi, tanti per la verità, si chiede come mai non sia partita la denuncia visto la presenza di un testimone all’aggressione verso il piccolo animale. Il testimone, dobbiamo ricordarlo, è un signore talmente amante degli animali da spendere anche 40/50 euro a settimana per nutrire e prendersi cura dei gatti e degli animali non solo a Marina Vecchia ma anche in Partaccia e in altre zone. Si tratta di un signore anziano rimasto scioccato da quanto visto, probabilmente per la veemenza inaspettata del gesto e per l’affetto che nutriva per la gattina, tanto da non riuscire a trovare le parole nel raccontare l’accaduto all’amico. Gesto compiuto, stando a quello che si dice in giro nel cuore di Marina da un volto nuovo dei soliti frequentatori della pineta dietro la scuola Giromini: frequentatori all’apparenza poco avvicinabili per atteggiamento e modo di fare, spesso in stato di ebrezza. Probabile che l’anziano “gattaro”, testimone suo malgrado di quel gesto vile, una volta superato lo shock, possa essersi sentito intimidito dallo sporgere denuncia.

Tra l’altro, sempre stando ai bene informati, è da qualche giorno che quel drappello di habitués, tra cui l’autore del gesto, non si fa più vedere.

Qualcuno, uno dei tanti affezionati alla gattina mormora indignato e ancora in preda alla rabbia: «E’ una fortuna che non ci fossi stato presente io, perché se ci fossi stato, sicuramente avrei reagito: e chi me lo dice che magari non aveva un coltello in tasca?». Comprensibile quindi l’indignazione di chi invoca giustizia e denuncia, ma la situazione oggettivamente potrebbe avere dei risvolti non semplici da parte di chi, cittadino indifeso, si espone. —



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