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Uccisa con un calcio Rossella la gatta simbolo di Marina

Francesca Vatteroni
Uccisa con un calcio Rossella la gatta simbolo di Marina

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MARINA DI CARRARA. «Quel giovane si è alzato dalla panchina, nella pineta della piazza. È andato dietro alla gattina e le ha sferrato un calcio “alla traditora”».. Un calcio che, dopo quattro giorni di agonia è costato la vita a “Rossella” o più semplicemente “Giromini” la gatta che da quattro anni, da quando il plesso scolastico è stato chiuso, aveva fatto di quell’edificio la sua casa.

È qui che Giromini era tornata anche quattro giorni fa. Dopo quel calcio “alla traditora”, come ci ha raccontato Alberto un anziano che da sempre dà da mangiare ai gatti della Marina vecchia.

Alberto è un gattaro anzi un animalista sensibile, talmente sensibile da restare letteralmente sotto choc dopo aver visto la scena del calcio che ha lanciato la gatta a tre, quattro metri di distanza. Stentava a raccontarlo al suo amico Roberto Strenta, il barbiere che ha il negozio proprio di fronte alla scuola e che aveva adottato anche lui, un po’ come tutti lì nel quartiere la gattina dal pelo rossiccio.

«Non riusciva quasi a parlare mentre me lo raccontava- dice Roberto Strenta- questo tipo, uno dei balordi che frequenta la pineta dietro al scuola, si è alzato mentre la gatta si stava allontanando, perché lei andava in pineta quando Alberto le portava da mangiare, altrimenti sostava fissa davanti al mio negozio e a dormire andava alle Giromini: l’ha presa alle spalle mentre non se lo aspettava. Lì per lì Alberto pensava si fosse ripresa perché il giorno dopo è tornata da me ma dopo aver mangiato ha attraversato la strada, è entrata nel cortile della scuola e poi non si è più vista».

Non solo il barbiere, ma anche l’alimentari a fianco aveva preso a volerle bene e a nutrirla e nessuno nel quartiere riesce a spiegarsi il perché di quel gesto di insensata cattiveria. Probabilmente, ci spiega Roberto, la gatta che gli faceva compagnia ormai da quattro anni e a cui si era affezionato, era di casa nella scuola anche prima che chiudesse, e una volta chiusa il povero animale deve aver cercato compagnia umana dall’altra parte della strada.

«Dopo il calcio sembrava essersi ripresa ma io la vedevo strana e quando non l’ho più vista, sono andato a cercarla affacciandomi al cancello del cortile chiuso della scuola ma non la vidi: in realtà era accasciata in un angolo. Chissà quanto deve avere sofferto, povera bestia!» racconta amareggiato Roberto. Il corpo della gattina infatti è stato scoperto da altri ragazzi, anche loro alla ricerca della loro beniamina, preoccupati di non averla più vista in giro.

Rannicchiata in un angolo, è morta per le conseguenze di un calcio tanto violento quanto crudele. Di un calcio “alla traditora”.

«Rossella, Giromini, era la mascotte di via Garibaldi, è stata uccisa con un calcio. Aveva un difetto: si fidava troppo delle persone».

Scrive queste parole, sconsolato, Roberto sul suo profilo Fb raccogliendo commenti addolorati da parte dei tanti che si erano abituati a vedere la gattina gironzolare per quel quartiere.

Una gatta che il quartiere di Marina storica aveva eletto a suo simbolo. E che qualcuno ha fatto morire con un calcio. —

Francesca Vatteroni

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