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Colletti bianchi, la pm chiede cinque condanne

Chiara Sillicani
Colletti bianchi, la pm chiede cinque condanne

Richiesta complessiva di oltre 22 anni. Proposta di assoluzione per gli imputati “minori”. La sentenza ad ottobre  

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massa. Il collegio giudicante (Giovanni Sgambati presidente, Sara Farini ed Elisabetta Congiusta a latere) deve ricomporre il quadro: dichiarazioni dei testimoni, degli imputati, della parte civile, impianto accusatorio e tesi difensive. E tracciato quel quadro, il 14 ottobre emettere la sentenza. . Il pubblico ministero Alessia Iacopini le sue richieste ai giudici le ha già formulate. Per Marco Lucchesi, dirigente di banca ora in pensione, il pm ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi. Lucchesi è a processo con l’accusa di aver sottratto a Federica Bambusi (che, difesa dall’avvocatessa Anna Firomini, si è costituita parte civile) oltre un milione di euro. Accusa a cui si aggiunge quella di minacce: per gli inquirenti è stato Lucchesi, insieme all’imprenditore edile Stefano Di Ronza, a far esplodere colpi di pistola di fronte alla casa della donna. Lo avrebbero fatto per spaventarla dopo che aveva sporto denuncia a carico dello stesso Lucchesi per ammanchi sul conto corrente. Per Di Ronza, anche lui a processo, la sostituto procuratore Iacopini ha, infatti, formalizzato ai giudici la stessa richiesta di condanna: 4 anni e 4 mesi.

Un processo, ribattezzato dei colletti bianchi, che vede alla sbarra anche l’imprenditore carrarese Marco Alibani (per lui chiesti 4 anni e 8 mesi), la sorella Maruska Alibani (la richiesta della pm è di 4 anni e 10 mesi) e il commercialista Stefano Pezzica per cui Alessia Iacopini ha chiesto 5 anni e 4 mesi.

Chiesta dalla stessa pubblico ministero, invece, l’assoluzione per gli imputati “minori”: a processo con l’accusa di ricettazione, Manuela Pasquali, Michele Ratti e Salvatore Di Ronza, padre di Stefano. Tiziana Genovese, moglie di Lucchesi è invece chiamata a rispondere di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori. Per questi ultimi imputati la pubblico ministero ha formulato richiesta di assoluzione. Cinque, quindi, le richieste di condanna.

Ieri mattina, in aula, gli avvocati di tutti gli imputati hanno esposto le loro tesi difensive con lo scopo di ridimensionare o smontare l’impianto accusatorio. Se i giudici decideranno di accogliere le loro richieste o quelle del pubblico ministero si saprà soltanto il prossimo 14 ottobre quando il presidente del collegio leggerà il dispositivo.

Il processo è la tappa di una complessa vicenda giudiziaria che ha mosso i primi passi nel 2011. L’inchiesta è nata - è stato ricostruito durante le udienze - proprio nell’estate di 8 anni fa quando la signora Bambusi, milanese, si accorge che dal suo conto manca oltre un milione di euro. È lei, quindi, rappresentata dallo studio Martini-Firomini, a sporgere denuncia e sotto inchiesta finiscono, appunto, diversi colletti bianchi. A partire dal direttore di banca carrarese a cui la donna - come ha riferito ascoltata in aula - aveva deciso di affidare il suo denaro. —
Chiara Sillicani

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