Il Tirreno

bugliani (pd) 

Camere di commercio «Intervenga il governo»

Camere di commercio «Intervenga il governo»

Il consigliere regionale dei democratici chiede di modificare il decreto di accorpamento per gli enti di Toscana nord ovest

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carrara. Camere di Commercio, Giacomo Bugliani (Pd) presidente della commissione Affari istituzionali e Bilancio in Regione (Pd) chiede un intervento per modificare il decreto accorpamenti. «Facciamo qualcosa anche prima del pronunciamento della Corte Costituzionale per ridisegnare le Camere in ambiti più omogenei, soprattutto per quanto riguarda quello della Toscana Nord-Ovest - spiega - Attivarsi in tempi rapidi, anche nelle more del pronunciamento della Corte Costituzionale, nei confronti del Governo - considerando anche la possibilità di sottoporre la questione in sede di Conferenza delle Regioni - con l’obiettivo di proporre una modifica alla normativa vigente, alla luce delle criticità emerse a livello generale in sede di applicazione delle norme in materia camerale, al fine di rendere volontari i processi di rideterminazione delle circoscrizioni territoriali e di istituzione di nuove camere di commercio, nell’ottica di giungere ad eventuali accorpamenti in ambiti territoriali omogenei dal punto di vista socio-economico; i quali, una volta definiti, possano costituire un utile strumento sia in relazione alle politiche regionali di sviluppo del territorio che al ruolo svolto dai Distretti».

Questo l’impegno richiesto alla giunta regionale toscana da una mozione presentata da Bugliani. «La questione del riordino territoriale delle Camere di commercio – spiega Bugliani– si trascina da diverso tempo. Siamo in attesa del pronunciamento della Consulta, che metterà una parola finale sulla vicenda. Intanto però credo che la Regione Toscana possa attivarsi, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, per proporre di cambiare il decreto vigente. Il punto centrale, per noi, è quello dell’omogeneità degli ambiti territoriali: crediamo fermamente che le fusioni, gli accorpamenti delle Camere di commercio debbano avvenire in forma volontaria ed in relazione proprio all’omogeneità socio-economica dei territori interessati». Come si ricorderà, il decreto del 2018 prevedeva: il mantenimento delle Camere di Commercio di Firenze e della Maremma; l’accorpamento di Lucca, Massa Carrara e Pisa (Toscana Nord-Ovest), Arezzo e Siena; Pistoia e Prato. «Questi accorpamenti – chiarisce Bugliani – non risultano omogenei, in particolare per quanto riguarda la Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest. La Regione, in sede di approvazione dell’ultimo Programma regionale di sviluppo si era invece sforzata di individuare ambiti territoriali con dimensioni di scala adeguate e il più possibile omogenei sotto il profilo sociale, economico e territoriale, secondo un’ottica volta a raccordare utilmente azioni, obiettivi e risorse. Infine, a quanto ci risulta, il processo di accorpamento non sembra aver portato incrementi in termini di efficienza e minori costi gestionali, mentre riscontriamo oggi maggiori difficoltà a rapportarsi in ambiti non omogenei, con interessi diversificati e che quindi richiedono interventi differenziati. E in ogni caso – conclude – è essenziale che le fusioni delle Camere avvengano sulla base di una condivisione e non di un obbligo». —

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