Sicurezza
Bernardi: sponsor trasversali per Panfietti a Erp o a Gaia
l’amministratore di erp: «decidono i sindaci, non i partiti o i governatori»
CARRARA. «Promozioni in vista ma nel rigoroso silenzio del sottobosco estivo. Un momentaneo congelamento tattico che aumenta le aspettative per le nomine da spartire dopo i nuovi assetti politici». Lo scrive il consigliere di opposizione Massimiliano Bernardi, in riferimento a Luca Panfietti che, a suo avviso, «sta già ridisegnando gli assetti dei vertici in vista del rinnovo di Gaia, ma contestualmente non disdegnerebbe neanche una nuova nomina a Erp nel silenzio più profondo della sua ex forza politica il Pd, e l’attesa dei 5 stelle. Il tam tam della giungla politica lo darebbe tra uno dei più accreditati sul fronte nomine, anche dopo il voto Europeo». E secondo Bernardi, per la presidenza di Gaia il dottor Panfietti aspirerebbe sostenuto «pare dall'amicizia con il governatore di Forza Italia della Liguria Toti». «Il battitore libero dottor Luca Panfietti tra un appoggio dagli ex Pd, quello degli amici 5 Stelle e con il sostegno del Presidente di Forza Italia Regione Liguria che fa l'occhiolino al Senatore Massimo Mallegni ci sta che se la giochi. Ma intanto a Caina - conclude Bernardi - la gente aspetta ad entrare in casa. Hanno firmato e pagato i contratti ma stanno ancora aspettando».
Ribatte Panfietti: «Massimiliano Bernardi dovrebbe essere contento che il complesso di Caina è stato consegnato al Comune di Carrara e ai cittadini nonostante grandi difficoltà dovute al fallimento della ditta incaricata dei lavori». Luca Panfietti, amministratore unico di Erp di Massa-Carrara, aggiunge: «Le procedure di assegnazione sono complesse, viste le necessarie verifiche, e il Comune sta procedendo celermente. Venti gli alloggi popolari già assegnati. Entro la fine di luglio l’iter dovrebbe essere completato. La scelta dell’ente è quella di fare entrare insieme tutti gli assegnatari perché abbiano un risparmio sui costi delle spese di pulizie, ascensori e acqua calda che oggi verrebbero divisi per venti famiglie anziché per 34. Una scelta già fatta in passato. Tutto il resto è fantapolitica. Ricordo solo a Bernardi che le nomine non sono fatte dai partiti politici o dai governatori ma dai soci che sono i sindaci dei Comuni». —
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