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“Amighi d’Sghigia”: nasce l'associazione per recuperare il dialetto aullese

Gianluca Uberti
“Amighi d’Sghigia”: nasce l'associazione per recuperare il dialetto aullese

Un progetto nato nel nome del personaggio Umberto Brunelli che ha già pronto un evento: “An’s scordàn - Le tre Porte”

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AULLA. Un'idea nata quasi per gioco, quella di recuperare il dialetto aullese, che si è trasformata adesso in una associazione chiamata "Antiche tradizioni - Amighi d'Sghigia". E chi è aullese da sempre e ha i capelli bianchi, ricorda perfettamente il mitico Sghigia, personaggio pittoresco della cittadina, un po’ sopra le righe, che vestiva sempre con il cappotto, d'inverno come in piena estate, con le tasche piene di non si sa che cosa. Sghigia, il cui nome era Umberto Brunelli, morì tragicamente, portato via da una fiumara del Magra. La piena se lo portò via assieme all'automobile abbandonata e lasciata sulle sponde del fiume, dentro la quale dormiva. Tutto questo accadeva una quarantina di anni fa e ed è a lui che ha pensato un gruppo di amici, un pò per scherzo ma non troppo. 

Il presidente della neonata associazione è Giordano Giudicelli, il quale, da aullese doc, così presenta l'iniziativa volta alla tutela del dialetto locale: «Aulla è un luogo un po’ particolare, è un crocevia posto tra tre regioni, Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, un piccolo paese di confine, è un po’ come, se vogliamo, una città di mare con il suo “porto” ma, nonostante questo, ha proprie tradizioni e proprie usanze, le cui origini di perdono nel tempo. Proprio perché luogo di passaggio, è facile che Aulla dimentichi le proprie origini ed ecco il motivo per cui è nata la nostra associazione».

Il progetto di tutela e rilancio dell’aullese ha origine da un’idea di Alessandro Matellini, racconta Giudicelli, «è nato tutto quasi per gioco: Matellini dopo aver coinvolto Cristina, Valerio, Samanta, Lorenza ed il sottoscritto, ha voluto organizzare un primo incontro con gli aullesi, mettendo al centro della discussione il dialetto di Aulla e delle sue frazioni. Il tutto organizzato tramite social... quindi, al passo con i tempi! Abbiamo fin da subito notato con piacere - prosegue Giudicelli - ed anche con un po’ di stupore, almeno da parte mia, che l’argomento trattato aveva suscitato l’interesse di molti. Da qui ci siamo fatti prendere decisamente la mano ed abbiamo deciso di creare un’associazione, l’abbiamo chiamata "Antiche tradizioni - Amighi d'Sghigia". Ci siamo mossi nel senso di cui sopra proprio per poter sviluppare al meglio tutte quelle idee che in qualche modo potrebbero andare a valorizzare le nostre tradizioni e mantenere vivo il nostro dialetto».

Ma senza chiudersi nel localismo più stretto, anzi. Infatti, come prosegue Giudicelli, l'intento della neonata associazione è quello di «farci conoscere per quello che siamo, far conoscere le nostre peculiarità all’esterno. Non abbiamo, quindi, intenzione di utilizzare il dialetto e la tradizione per chiuderci in “cà nostra” ed escludere tutti, bensì il contrario. Come ho già detto, tramite l’associazione, sempre mantenendo come stella polare dialetto e tradizioni, abbiamo intenzione di muoverci in diverse direzioni cercando di coinvolgere altre realtà del territorio e con alcune di esse, tramite amici, abbiamo già iniziato a pianificare alcune future collaborazioni e scambi di idee. Siamo una giovane associazione, questo è un dato di fatto, ma abbiamo buoni progetti e tanta voglia di realizzarli».

E il primo progetto in cantiere è già pronto per il 25 luglio prossimo, anticipa Giudicelli, «abbiamo programmato il nostro primo evento, di cui posso anticipare solo il titolo: “An’s scordàn - Le tre Porte”». —


 

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