Al mare con l’alga tossica: «Meglio non fare il bagno»
I frequentatori della spiaggia di Ricortola alle prese con la fioritura di Ostreopsis. Pochi sanno cos’è, tanti preferiscono non rischiare infezioni e ricorrono alle docce
massa.In pochi ne sono a conoscenza, e chi lo è si limita a prendere il sole senza entrare in acqua. Non c'è ancora nessun divieto di balneazione, ma la nota di palazzo civico è come se ne annunciasse l'imminente emissione. Sulla base del campionamento effettuato il 2 luglio scorso, Arpat ha infatti diffuso un bollettino che evidenzia fioriture di Ostreopsis ovata superiore al valore soglia di 10.000 cell/l con concentrazione addirittura di 26.000 cell/l nel punto del litorale massese che corrisponde al tratto di mare vicino al “Centro Sub Alto Tirreno”.. La zona è quella di Ricortola. Sul lungomare però i turisti pullulano. In molti fanno il bagno. E basta chiedere un po' in giro per rendersi conto che in realtà nessuno, o pochissimi, sono a conoscenza di questo fenomeno. Un fenomeno, al contrario, piuttosto conosciuto dai massesi, che quell'alga hanno imparato a non chiamarla “killer” per non creare del panico non proprio necessario.
Ma i suoi effetti possono definirsi tossici. E la sua fioritura non è che una brutta, ma piuttosto prevedibile, notizia. I bagnanti la accolgono infatti con preoccupazione ma anche ringraziando dell'informazione: «Non sapevo niente» – ammette Luciano Corbani. Insieme alla moglie, Alessia Panico, ha deciso di passare le vacanze sul litorale massese. Sono sotto l'ombrellone quando chiediamo loro se sanno della fioritura dell'alga in questione: «L'acqua anche ad occhio non è così pulita – ammette Alessia Panico – e non è che fossimo così invogliati nell'entrare in mare. Ma grazie per l'informazione. Preferiamo saperlo».
Per carità, entrare in acqua con l'Ostreopsis non significa entrare in un mare avvelenato. Ma quando le fioriture algali raggiungono concentrazioni critiche possono indurre uno stato morboso acuto nelle creature marine e anche nell’uomo. Mai letale, ma caratterizzato da dolori muscolari e articolari: dermatite, congiuntivite, febbre, rinorrea e tosse. Eventuali problemi per la salute umana, sempre di lieve entità, compaiono rapidamente, fra le 2-6 ore dall’esposizione e si risolvono altrettanto rapidamente, entro le 24 ore, senza ulteriori conseguenze. Lo sa bene Emiliano Garzia, residente a Massa: «Il mio ex padrone di casa è ammalato con la febbre. Ha fatto il bagno ad un chilometro di distanza da qua proprio un paio di giorni fa. Per questo non faccio il bagno. Certo andare al mare senza poterlo fare, con questo caldo, non è un granché. E poi non c'è nessun segnale che informi la cittadinanza della fioritura. Anche se ho vista la locandina del giornale e ieri sera ne discutevo con un amico. Infatti la settimana scorsa una volta uscito dall'acqua ho sentito un forte bruciore agli occhi. Non so se è collegato, nel dubbio, in mare non entro».
Nilo Giannini, pur non sapendo nulla della fioritura, al momento dell'intervista è intento a farsi una doccia «proprio perché non mi convincevano quelle alghe a riva». «Me la sono fatta per precauzione perché comunque non so cosa sia l'Ostreopsis Ovata. Ma ho visto delle alghe e pur non essendo un turista vengo spesso da queste parti e non le avevo mai viste prima». Turisti avvisati, in parte. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
