Attenzione
L’allarme Uil: l’ unico boom è della Cassa integrazione
Franco Borghini e Moreno Guelfi: «Aumentano anche gli assegni disoccupazione e le dimissioni “volontarie” dei dipendenti, un fenomeno abnorme e ingiustificato»
MASSA CARRARA. «Non arriva alcun segnale di ripresa, neppure timido, dal mondo economico. La crisi nella provincia apuana persiste senza interruzione. E se il 2018 si era chiuso con tanti interrogativi, i primi numeri del 2019 ci danno risposte assolutamente negative per quanto riguarda il lavoro: aumento vertiginoso della cassa integrazione straordinaria, cresce l’utilizzo degli assegni di disoccupazione. Ai nostri sportelli, poi, c’è stato un aumento superiore al 10% delle dimissioni volontarie dal posto di lavoro. Un campanello da non sottovalutare». La forte preoccupazione per lo stato di salute dell’economia apuana arriva dalla segreteria della Uil area nord Toscana: Franco Borghini e Moreno Guelfi cercano una chiave di lettura dai numeri e dalle statistiche della prima metà del 2019 e il quadro che ne emerge è tutt’altro che roseo.
Si parte dalla Cig, il cui dato consolidato è relativo al primo quadrimestre per la provincia apuana: «Nei primi 4 mesi dell’anno sono state erogate nella nostra provincia circa 110.000 ore di cassa integrazione, con una diminuzione di circa il 27% rispetto allo stesso periodo del 2018. Se analizziamo più nel dettaglio vediamo come sia di fatto scomparsa la cassa integrazione in deroga ( strumento ormai in via di esaurimento) e sia diminuita di circa il 50% la cassa ordinaria. O meglio: diminuisce il numero delle imprese che ne fanno richiesta perché i criteri per ottenerla».
A fronte di questo trend consolidato, è invece cresciuta del 300% la cassa integrazione straordinaria: «Un chiaro segnale dello stato di sofferenza crescente del settore industriale locale, composto in gran parte di piccole e piccolissime imprese, che fatica a riprendersi nel perdurare di una situazione di crisi o quanto meno di stagnazione dell'economia», dicono Borghini e Guelfi.
Ma a dare il segno della crisi, analizzano ancora, è la Naspi, ossia l’assegno di disoccupazione: «Uno strumento particolarmente utilizzato nella nostra provincia a seguito del mancato rinnovo di contratti a termine. Solo i dati raccolti dagli uffici Uil aggiornati al 21 giugno presentano un incremento delle domande rispetto al corrispettivo periodo del 2018: 423 domande contro 396 precedenti. Tutti lavoratori che hanno concluso un periodo di lavoro e che non sono stati rinnovati oppure hanno perso un lavoro a tempo indeterminato».
Un ultimo tema particolarmente delicato è quello delle dimissioni volontarie, ossia lavoratori che abbandonano ‘volontariamente’ l’impiego: “Sempre al 21 giugno 2019 sono state presentate 407 domande di dimissioni volontarie rispetto alle 361 del corrispettivo 2018 (+ 46 domande), ai nostri sportelli. Dati che pongono un serio interrogativo su quanta irregolarità pervada il mondo del lavoro nel nostro territorio: dobbiamo seriamente porci il problema di cosa si nasconde dietro questo fenomeno abnorme e ingiustificato in una economia sana». —
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