Gioco
Estate in ritardo e pochi soldi in tasca: i saldi sono partiti ma al rallentatore
A Carrara stagione iniziata male, i negozianti contano sugli sconti E sulle aperture serali non tutti sono favorevoli
CARRARA. Tempo di saldi anche nella nostra città. Con la stagione estiva partita in ritardo e con gli sconti subito a ridosso c’è da dire che i commercianti quest’estate non la ricorderanno come favolosa. Infatti, proprio per questo, qualcuno non mette in saldo capi con le spalline. Ma le aspettative di guadagno ci sono. E poi c’è chi parte alla grande e mette in saldo tutta la merce al cinquanta per cento. Come per esempio Alessandra Caffaz, la titolare del negozio “White” di piazza Alberica: «Ho già iniziato i saldi - spiega - facendo anche promozione con cartelloni. La merce è tutta al cinquanta per cento. Spero che i saldi vadano bene considerato che la stagione è partita male. Spero di recuperare. È anche vero che i saldi di oggi non portano più gli incassi di una volta, ma sono positiva».
Saldi a parte abbiamo chiesto ai negozianti se intendono fare aperture serali per incentivare le vendite: «Io ho sempre tenuto aperto ogni volta che c’è stata un’iniziativa - spiega ancora Alessandra Caffaz - e continuerò a farlo ogni volta che posso. Si tratta di dare un servizio. Fosse anche di tenere le luci del negozio accese. Lo faccio sempre perchè amo la mia città e cerco di dare lustro alla nostra bellissima piazza. Le mie vetrine sono accese fino a mezzanotte anche in inverno».
Meno ottimista Luigi Uva, il titolare di Monsac, sempre in piazza Alberica: «I saldi sono appena iniziati, ma non mi aspetto gradi cose. Non è più come una volta quando la gente faceva la fila per comprare. Oggi le cose vanno molto a rilento». E per quanto riguarda le aperture serali: «Noi restiamo chiusi - dice Uva - in città non c’è nessuna manifestazione».
In via Cavour da Kult, la titolare è positiva: «Mi aspetto che i saldi vadano bene - spiega - la nostra città è piena di negozi bellissimi e mi auguro che vada bene per tutti. Per quanto riguarda le aperture serali - prosegue - io sarei per aprire dalle 18 in poi. La vendita di abiti non è come quella delle scarpe. Il fisico cambia durante il giorno. Se provi un pantalone subito dopo mangiato non veste come quando non hai mangiato. Le mie luci sono sempre accese la sera. Ma aprire non la trovo una buona idea, sono lontana rispetto al centro o a strade come via Loris Giorgi, dove c’è maggior passaggio e quindi più possibilità di vendita».
E come sempre, in tempo di saldi, le associazioni dei consumatori forniscono un vademecum per chi acquista a saldo, con le regole base per assicurarsi un buon acquisto. I consigli “anti-bidone” dell’Unione Nazionale Consumatori si focalizzano su alcuni punti fondamentali. Per i prodotti difettosi, l’invito è a conservare sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Avete due mesi di tempo per denunciare il difetto del capo e ottenere la sua sostituzione o riparazione. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché manca la vostra taglia, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono) o, se preferite, ad una riduzione del prezzo. Seconda regola: non sono ammessi a saldo i fondi di magazzino. Le vendite devono essere realmente di fine stagione non “rimanenze”. State lontani da quei negozi che avevano i ripiani semivuoti prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei capi più svariati. Terza cosa: confrontare i prezzi di più esercizi. Come quarta cosa: avere le idee chiare sulle spese da fare e non correre il rischio di tornare a casa carichi di capi che non servono. L’ultima riguarda la prova dei capi. Non c’è l'obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Ma il consiglio è diffidare di quei negozianti che non vi vogliono far provare i capi di abbigliamento, o che per farveli provare vi chiedono un anticipo. —
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