Il Tirreno

DIRITTI CIVILI 

«Siamo “indecorosi” ma non intolleranti» Trecento in piazza contro l’omofobia

Camilla Palagi
«Siamo “indecorosi” ma non intolleranti» Trecento in piazza contro l’omofobia

A un anno dalle scritte anti gay alla libreria Ali di Carta un’altra manifestazione, con accuse alla maggioranza

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MASSA. In piazza per manifestare contro l'omofobia, senza giacca e cravatta (che in questi giorni fa pure caldo) ma con la voglia di dire ancora una volta, a distanza di un anno, che Massa è una città solidale e contro le discriminazioni.

È con questo spirito che 300 persone sono scese in piazza raccogliendo l'appello del “Movimento 5 luglio – La diversità è oro”, il gruppo nato il 5 luglio 2018 in risposta alla comparsa di una scritta omofoba fuori dalla libreria Le Ali di Carta di piazza Aranci. Sei lettere scritte con il pennarello su un muro per dare voce a quella cultura del disprezzo verso l'omosessualità che le persone in piazza condannano. A prendere parola e a salire sul palco, rigorosamente color arcobaleno e circondato per l'occasione da cravatte colorate e giacche delle più retrò, diverse associazioni: i Massamba, la compagnia teatrale O di legno, l'associazione Benetti, la Fabbrica delle farfalle, l'Anpi, l'associazione Audre Lorde, Arpa, la 31 settembre, il collettivo Kall, Rete antisessista di Massa Carrara, Astrolabio, Arci, Accademia della Pace, Magnaorecchi Rugby Old, Amnesty International. Ogni associazione ha detto qualcosa su quanto ci circonda. E i temi hanno toccati molti punti, accomunati da una riflessione sul senso dell'essere e su quello dell'apparire. In sintesi gli interventi sono andati nella direzione di sfatare il mantra del “decoro”.

«Sono abbastanza decoroso vestito così?», ha chiesto Alberto Nicolai indossando un paio di tacchi molto glamour. Spunti interessanti anche nella performance della compagnia teatrale "O di legno" che ha fatto del “diritto al decoro” un tormentone cittadino fatto di indici puntati verso il diverso e silenzi prolungati onde evitare di dire cose “indecorose”. Claudia Celi ha illustrato i vari significati che l'utilizzo della giacca porta con sé, suggerendone ai presenti un utilizzo consapevole: «Giacca e cravatta insieme possono provocare auto-soffocamento». “Quest'anno è stato un anno difficile per i diritti del nostro paese e nella nostra città - scrive il collettivo Kall - non abbiamo dimenticato la volontà di negare la celebrazione delle unioni civili, la volontà di condividere le istanze discusse al Congresso di Verona, la discussione del decreto Pillon, la proposta di finanziare associazioni Pro vita all'interno delle strutture consultorie per poi scadere nella bassezza intellettuale ed etica di alcune figure politiche, deplorevoli e scandalose, che ergono monumenti a vecchi fascisti e incappucciano le memorie partigiane e antifasciste della città». Così invece l'associazione Benetti: «Un anno fa siamo scesi in piazza per stigmatizzare i fautori della scritta e i loro complici morali. Oggi per ribadire che anche se nulla è cambiato, tutto può e deve essere cambiato» —

Camilla Palagi

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