Lutto
Rapina alla filiale del Monte dei Paschi Schiaffi al cassiere, cliente si sente male
Uno dei malviventi (tutti a volto coperto) aveva un taglierino in mano. Sono fuggiti in auto, hanno preso pochi euro
Modi bruschi, volevano i soldi e li hanno avuti. Al primo tentennamento di un cassiere sono volati anche due schiaffoni e una donna, una cliente, si è sentita male. Tanto panico ma bottino gramo per tre rapinatori che ieri alle 12.45 hanno fatto passare un brutto quarto d’ora a clienti e dipendenti del Monte dei Paschi di Siena di viale Roma. Azione veloce, ma che ha fruttato solo poche decine di euro. Poi i tre, utilizzando probabilmente un mezzo nei paraggi, si sono volatilizzati. E da ieri pomeriggio è caccia aperta al trio.
«Per me erano dell’est, l’accento era quello...», dice uno dei dipendenti uscito dalla filiale qualche minuto dopo la rapina. È ancora scosso, altro non vuole spiegare. A quanto pare i tre hanno fatto irruzione verso l’orario di chiusura, quando dentro la banca si cominciava ad avviarsi alla pausa pranzo. Ultime pratiche da sbrigare, pochi i clienti rimasti. Sfortunati che dopo avere atteso si sono trovati coinvolti in un quarto d’ora lentissimo a passare e pieno di adrenalina.
Poche parole, ma c’era l’eloquenza di un taglierino ad accorciare chiacchiere e discorsi. A dissuadere reazioni. Tutti a volto coperto, a chiedere i soldi è uno del trio che si avvicina al cassiere e gli dice di consegnare l’incasso. Nessuna voglia di eroismi, ma l’uomo tentenna un attimo, prende i blister di monete ma di carta non ce n’è. E la cosa non piace troppo ai rapinatori.
Si rifanno su di lui che è costretto a subire la sfuriata. Strattonato, si prende anche un paio di ceffoni perché l’uomo che ha di fronte non vuole credere che quelle monete sia tutto quello che gli può dare. Ma i soldi sono nelle cassette, al sicuro, non si possono recuperare e lui non può che ripeterglielo.
C’è poco tempo da perdere però, i tre non vogliono stare lì a convincere il cassiere. Forse capiscono che davvero non è possibile ottenere di più. Rischiare oltre sarebbe stupido, c’è la possibilità che da un momento all’altro arrivino le forze dell’ordine. E vanno via, allontanandosi secondo i testimoni su un’auto che non è molto lontana.
Una delle cliente, una donna anziana, assiste alla scena e vuoi per la tensione, vuoi per il caldo si sente male. Le gambe cedono e la vista si offusca. E ad arrivare per prima in banca è proprio un’ambulanza. Sia il cassiere che la donna vengono visitati, ma nessuno sarà portato via dal mezzo. Dopo qualche minuto la donna, ormai stabile sulle sue gambe, si allontanerà con la figlia.
Le volanti dei carabinieri sono allertate, si sa che bisogna trovare tre uomini. Molto probabilmente dell’est. C’è da cercarli per le strade, tanti indizi nell’immediato non ci sono.
Altri carabinieri invece arrivano in banca, raccolgono le testimonianze dei dipendenti, cercano di ricostruire. Arriva anche il tecnico della sorveglianza per visionare le immagini. Si spera di acquisire qualcosa da queste. La banca è rimasta chiusa per l’intero pomeriggio. —
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