Il Tirreno

Industria boom, meno disoccupati Ma il turismo va giù e il marmo frena

Manuela D’Angelo
Industria boom, meno disoccupati Ma il turismo va giù e il marmo frena

Mai così bene da 20 anni la produzione manifatturiera in provincia (più 8%) trainata dalla nautica che fa addirittura + 25%

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MASSA CARRARA. Male il turismo, performance negativa dei campeggi, malissimo il commercio, crisi anche dei centri commerciali, sempre più saracinesche abbassate e consumatori scontenti. Poche le certezze: porto di Marina di Carrara e agricoltura, regge l’industria trainata da metalmeccanica e nautica, c’è flessione dell’export. Ma la disoccupazione è calata. È la fotografia scattata dall’ultimo Rapporto economia della provincia di Massa Carrara, presentato, in piazza Mercurio, dalla Camera di Commercio e dall’Istituto Studi e Ricerche. Ottanta slide, per spiegare come sta il tessuto economico e sociale del territorio .

Meno disoccupazione

Il primo dato su cui riflettere è quello sul tasso di disoccupazione che nel 2018 a Massa Carrara scende dal 16,% al 10,4% (in Toscana la disoccupazione è al 7,3%); il tasso disoccupazione giovanile, che riguarda i giovani dai 15 ai 29 anni, sta al 20,1% (in Toscana 18,4%) e le persone in cerca di occupazione risultano 8.910. «E’ vero – ha detto durante il suo intervento Dino Sodini presidente della Camera di Commercio di Massa Carrara – la disoccupazione è in calo ma questo dato va preso con le molle perché drogato probabilmente da contratti precari e stagionalità».

Turismo giù

Se la popolazione è sempre meno, come i giovani e gli stranieri residenti, sono pochi da qualche anno anche i turisti: nel 2018 la provincia ha registrato soltanto 1,1 milioni di presenze (-1,7%); nei campeggi “mancano” all’appello 40mila turisti, sia italiani che stranieri, per un calo dell’8%; il capoluogo di Massa è quello che ha subito di più, con un calo delle presenze di circa 56 mila unità (-6,2%), di cui -53mila imputabili ai campeggi (-10,8%). La stagione di Carrara è stata invece molto buona sul piano delle giornate di permanenza, ma non sugli arrivi: presenze totali +20,6%, con un contributo decisivo dei Bed & breakfast che sono ormai la principale attività turistica di Carrara (+50%), ma il (residuo) comparto alberghiero ha invece denunciato una perdita rilevante sia negli arrivi (-15,5%) sia nelle presenze (-10,3%).

Abbandonati gli hotel 4 stelle, è stato boom degli agriturismi (+15%), ma buona parte dei turisti ancora utilizza le seconde case. La provincia dice “addio” ai turisti tedeschi (-4%), ma accoglie più francesi (+21%), che diventano il secondo mercato di riferimento straniero, dopo gli americani (+34%).

Anche Montignoso ha registrato nel 2018 una decrescita delle presenze che, in termini percentuali, non è risultata molto diversa da quella di Massa (-5,6%), con un picco del -8% sull’alberghiero che, lo ricordiamo, contribuisce a formare circa il 90% del movimentato turistico complessivo del Comune. Ottima, invece, la stagione in Lunigiana con 107 mila turisti, che la rendono prima meta turistica del territorio.

marmo a segno meno

Il comparto del lapideo apuano vede un -5,6% di produzione, -8,4% di fatturato, -5,5% di ordini e -2% dell’occupazione. Nella cave di Carrara sono stati escavate 3.250.784 tonnellate di marmo, di cui 884mila tonnellate di blocchi (-5,1%), il terzo valore più basso dell’ultimo decennio; 1,3 milioni di scaglie bianche (-0,5%), scaglie scure per 654mila (-16%), terre per 419mila (+190%), blocchi da scogliera 9mila (-74%).Nelle cave di Massa 78.007 tonnellate di blocchi (-3,6%), detriti e scaglie per 144.847 tonnellate (+12,3).

Industria boom

Mai così bene da vent’anni il comparto industriale: + 7,9% di produzione, + 8,2% fatturato, + 2,8% occupazione, + 9,3% ordini e incredibili i risultati della nautica (+25% della produzione). Le imprese industriali, 1 su 3, sono quelle che investiranno di più nelle nuove tecnologie 4.0 per accrescere produzione e fatturati, in particolare per l’acquisto di robot, macchine a controllo numerico. Il porto di Marina di Carrara chiude il 2018 con un incremento complessivo del traffico merci a banchina del +9,5% pari a 2.496.136 tonnellate movimentate. Gli sbarchi hanno raggiunto la quota di 938.567 tonnellate (+5,4%), mentre gli imbarchi pari a 1.557.569 sono cresciuti del +12%; 582mila il traffico Ro-Ro (+22%), mentre il traffico passeggeri si attesta nell’anno a 23.534 transiti, con un incremento del 32% sul 2017. —

Manuela D’Angelo

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