Sicurezza
Dino Sodini: ci vuole il marchio per la pietra delle Apuane
Il presidente della Camera di Commercio chiede alle amministrazioni pubbliche maggiore attenzione e sostegno al comparto produttivo
MASSA CARRARA. Un tavolo permanente per “salvare” il commercio ed il marchio del marmo. Per Dino Sodini, presidente della Camera di Commercio «non c’è più tempo da perdere; la nautica, ad esempio, come evidenzia il Rapporto economia, va a gonfie vele ma è un settore che il territorio continua ad ignorare. Nel frattempo alcuni grandi cantieri delocalizzano ai Navicelli e qui resta solo la parte meno nobile della filiera. È arrivato il momento di riprendere in mano, con coraggio, il progetto del marchio del marmo se vogliamo dare valore a grande parte dei prodotto estratto dalle nostre cave».
Commenta così Dino Sodini i dati sull’ultimo rapporto economia e, come è solito fare, si rivolge agli amministratori: «Ai comuni dico di accelerare sugli strumenti urbanistici, perché l’edilizia continua a soffrire. Il focus sulla crisi del commercio ci impone di sostenere la trasformazione dei negozi fissi in botteghe moderne. Per questa ragione servono tavoli permanenti nei singoli comuni per coordinare le attività, formare gli imprenditori che faticano a comprendere le esigenze dei consumatori».
Sodini ha anche parlato dei problemi del turismo: «Il mare è la risorsa più importante per il nostro turismo. La balneabilità delle acque è una assoluta priorità. Dal turismo esce una grande fetta del nostro Pil».
Per Vincenzo Tongiani, Presidente dell’Isr «il rapporto deve essere un elemento di riflessione e contrasto alle tendenze negative. Il rapporto evidenzia come la Lunigiana sia in controtendenza rispetto al resto del territorio e si stia caratterizzando per un’offerta turistica alternativa e vincente. Ma continua ad essere un gioiello non pienamente sfruttato. I numeri hanno una caratteristica importante: farci capire dove siamo ma anche indicarci la strada giusta».
Infine, sulla riforma delle Camere di Commercio, il presidente Sodini guida il fronte del no alle fusioni: «La nostra battaglia per evitare l’accorpamento del nostro ente camerale va avanti. La nostra è una battaglia condivisa da tante altre camere di commercio in Italia. E’ una riforma sbagliata, insensata ed incostituzionale. Sono dispiaciuto che il Presidente della Camera di Commercio di Firenze abbia detto che bisogna andare avanti con l’accorpamento e che, in caso di ostruzionismo, commissariare le camere. Firenze non ha questo problema: non devono accorparsi. 18 presidenti delle camera di commercio, dal Nord al Sud, gli hanno scritto per rimarcare l’importanza dell’autonomia del territorio e delle imprese nell’ambito di una sfida globale che è anche una sfida di identità dei territori. Andremo fino in fondo e venderemo cara la pelle». — MDA
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