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Pazienti infettati, altre denunce in arrivo

Pazienti infettati, altre denunce in arrivo

A segnalare i casi alla Procura è stato l’ospedale, ma adesso anche alcuni malati si sono rivolti all’avvocato

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massa. La segnalazione negli uffici della Procura arriva direttamente dall’ospedale. È infatti l’ospedale delle Apuane - e lo conferma nei giorni scorso Giuliano Biselli che il Noa lo dirige - ad evidenziare un filo rosso tra quei 30 accessi al pronto soccorso con la stessa sintomatologia. Tra quegli 11 pazienti ricoverati per artrite settica, una infezione delle cavità articolari causata dal batterio stafilococco aureo.

Sì perché quei pazienti presentano un quadro clinico simile (febbre che non scende da giorni, debolezza, dolore e gonfiore all’articolazione) e tutti quanti hanno fatto, nei giorni precedenti la richiesta di aiuto in pronto soccorso, infiltrazioni di ossigeno poliatomico liquido alle articolazioni. In gran parte al ginocchio.

Così - parola del dottor Giuliano Biselli - «alla prima evidenza medica, abbiamo provveduto a denunciare ai colleghi medici del servizio di igiene pubblica. Quei colleghi, infatti, sono anche ufficiali di polizia giudiziaria. Loro hanno, quindi, inoltrato la denuncia». È direttamente dall’ospedale, dunque, che la segnalazione di quegli 11 ricoveri arriva sulle scrivanie di piazza De Gasperi.

La sostituto procuratore Alessandra Conforti apre un fascicolo e decide di nominare un perito per comprendere se - ed eventualmente come - l’infezione sia ricollegabile alle infiltrazioni fatte nell’ambulatorio privato del dottor Chimenti a Marina di Massa. Ma se tutto parte dalle segnalazioni dei medici ospedalieri, quindi di quelli del settore igiene pubblica, adesso sono diversi i pazienti - o i loro parenti - che hanno deciso di contattare o di nominare un avvocato. Alcuni, infatti, hanno scoperto dalla stampa dell’esistenza di una inchiesta sul medico (il suo studio attualmente è sotto sequestro): si sono sottoposti alle infiltrazioni, talvolta accompagnate anche da flebo, e si sono ritrovati con infezioni. Ai legali, quindi, chiedono di capire come possano tutelarsi e come possano contribuire alle indagini. C’è chi è già più avanti e assicura di aver pronta la denuncia da presentare in Procura. E qualcuno non esclude di nominare anche un perito di parte per potere fornire una sua ricostruzione - con un profilo tecnico - di quanto accaduto. Nei prossimi giorni, quindi, sulla scrivania della titolare delle indagini potrebbero arrivare nuove denunce. —

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