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l’indagine 

Ossigeno e infiltrazioni, la città divisa Chi attacca e chi difende il medico indagato

Ossigeno e infiltrazioni, la città divisa Chi attacca e chi difende il medico indagato

Sui social la discussione sulla terapia, disponibile privatamente. Asl: non la eroghiamo, né siamo convenzionati

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massa. Chi provava ad alleviare dolori alle articolazioni con ossigeno poliatomico liquido in flebo ed infiltrazioni si rivolgeva all’ambulatorio privato del dottor Maurilio Chimenti, a Marina di Massa. Il dottore è adesso indagato (l’inchiesta è nelle mani della sostituto procuratore Alessandra Conforti) perchè a seguito di alcune di quelle infiltrazioni, diversi pazienti si sono ritrovati - o si ritrovano - alle prese con artriti settiche. I pazienti si sottoponevano alla cura privatamente: la terapia con ossigeno, infatti, non è erogata dall’azienda sanitaria. Insomma le infiltrazioni o le flebo con ossigeno l’Asl non le fa, né ha stabilito convenzioni con istituti, studi o ambulatori che applicano quella terapia. Terapia a cui sono ricorse centinaia di persone in Provincia, in gran parte donne, alcune anziane e alcune altre con quadri clinici complessi (tra i pazienti che si sono sottoposti alle infiltrazioni anche malati oncologici).

Tante persone, quindi, molte delle quali non hanno mai avuto alcun problema e riferiscono piuttosto, anche attraverso i social, di aver ricevuto benefici importanti sottoponendosi alla cura con ossigeno. Non soltanto, quindi, ribadiscono massima stima al dottore, ma assicurano che le infiltrazioni hanno concesso loro di riacquistare una migliore funzionalità delle articolazioni. Chi conosce Maurilio Chimenti personalmente non immagina altra ipotesi che quella dell’imprevisto, del tutto indipendente dalla volontà del medico di cui sottolinea professionalità e competenza. Se ieri, infatti, Giovanni Gandolfi, presidente di Confimprese, ha assicurato che grazie alle infiltrazioni è riuscito a lasciare le stampelle e a rimettere in sesto la sua caviglia, con tanto di lesioni alla cartilagine, oggi è Pauline Cecchini a raccontare di aver abbandonato il bastone grazie all’ossigeno poliatomico:«Da anni mi sottopongo a questo tipo di cura, l’ho fatto fuori città, poi, dopo l’apertura dello studio del dottor Chimenti, a Marina. Da quando il centro è chiuso e io non faccio più le flebo, sto male: ho problemi ad un’anca e alle ginocchia e senza la terapia sono stata costretta a riprendere il bastone». Chi però ha un parente in ospedale, invita a lasciare procedere la magistratura: «Io ho la mamma ricoverata - si legge tra i commenti ad un post - e non sono per niente tranquillo. Vedremo come si risolverà il tutto».Undici persone, infatti - dai dati forniti dal direttore sanitario del Noa Giuliano Biselli - sono state ricoverate per gli effetti dell’artrite settica, vale a dire dell’infezione delle cavità articolari. E tutte quante quelle 11 persone si erano sottoposte ad infiltrazioni. —
/altro servizio a pag 11

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