Il Tirreno

parla alternativa civica 

«Città ferma e senza progetti» Massa vista da Sergio Menchini

Manuela D’Angelo
«Città ferma e senza progetti» Massa vista da Sergio Menchini

L’avvocato fa il punto dopo il primo anno di lavoro dell’amministrazione PersianiE chiede interventi di respiro: ho visto solo rattoppare e con pezze messe male 

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Un anno di amministrazione Persiani. Impossibile sottrarsi al giudizio politico di chi ha combattuto la battaglia per la città. Così oggi parla Sergio Menchini, avvocato, professore, con la sua Alternativa civica all’opposizione in consiglio.

Avvocato, che bilancio fa della vostra esperienza in questo primo anno?

«Siamo nati con l’idea di un progetto di sviluppo della città e questo rimane l’ obiettivo. Abbiamo avuto idee e le abbiamo proposte alla cittadinanza e al consiglio; abbiamo detto i “no” necessari e abbiamo appoggiato quel poco che ci sembrava positivo. Ritengo che abbiamo avuto un atteggiamento responsabile e costruttivo».

Su cosa vi siete opposti? «Abbiamo votato contro il bilancio, contro il piano delle opere, contro il Regolamento urbanistico. Credo che questi atti non fossero positivi per il bene della città».

Come giudica il lavoro di Persiani?

«Il grande limite dell’amministrazione è che manca completamente di progettualità. Sembra che non sappia dove voglia andare, che non riesca a vedere al di là dei piccoli problemi quotidiani che ogni amministrazione deve affrontare. Non si registra alcun intervento di respiro, hanno gestito l’ordinario, rattoppato qua e là e non vorrei giudicare se la pezza sia stata messa bene o male (ma a mio avviso il più delle volte male). Non si è visto metodo. Non c’è una idea di trasformazione del contesto sociale ed economico e del tessuto urbano».

E politicamente?
«Se si riferisce al consiglio comunale, direi molte discussioni di carattere ideologico, prive di interesse per i problemi della città. Poi c’è stata anche la crisi interna alla Lega, con il risultato del primo rimpasto che non è stato un buon segnale per i cittadini. Ho notato molta acredine con il passato, molte rivalse, molte liti con il centro sinistra. A parer mio, il momento del “è colpa loro” dovrebbe esser finito da un pezzo».

La città non è cambiata dunque?

«No. Vedo una palese continuità con il passato e i problemi sono tutti lì: divieto di balneazione, interventi sull’arenile raffazzonati e arrivati a fine giugno, campo scuola ancora inagibile. Il Regolamento urbanistico è un altro esempio cardine. Persiani avrebbe potuto dare una sua impronta, ma non ha voluto, facendo proprio quello confezionato da Volpi. Non ci sono stati cambiamenti neanche nei ruoli chiave della macchina amministrativa. Mi sarei aspettato un rafforzamento e rinnovamento tra i dirigenti, ma non c’è stata voglia di rischiare in nulla».

Dove vede maggiori carenze?
«Intanto nell’attuazione stessa del programma elettorale. Persiani puntava tutto sulla sicurezza, ma mi sembra che alcune scelte fatte vadano nel senso opposto. Si pensi al comandante dei vigili urbani: anziché procedere con una nomina di carattere tecnico, come chiedevano gli stessi vigili, si è dato quel ruolo ad un dirigente-ingegnere che non può avere le competenze giuste. Chiedo al sindaco: che vuole fare sul centro citt. Ztl allargata o ristretta? Sul turismo? E a Marina, al di là di qualche ritocco alle aiuole e al cambiamento dei sensi unici, per altro intempestivi cosa è stato fatto?».

E in futuro?

«Il nostro compito non è finito. Vogliamo trasformare Massa oggi ferma e arretrata. Chiediamo alla cittadinanza, e alle forze economiche di provarci ancora, con noi, per non perdere altro prezioso tempo». —

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