Italia
«Sauna in asilo, ma le famiglie pagano 400 euro ogni mese»
AULLA. Approda in consiglio regionale attraverso la Lega la rovente questione, pubblicata da “Il Tirreno” , relativa ai bambini che frequentano l’asilo nido comunale “Il girasole” ad Aulla, finiti sotto i riflettori grazie ai loro genitori, i quali hanno portato a galla il fatto che i piccoli fino ai tre anni sono costretti a stare in un luogo in cui non funziona l’impianto di riciclo dell’aria.
In un momento in cui le temperature esterne sfiorano e superano i 40 gradi, non proprio il massimo del benessere. Il primo a intervenire per smorzare le polemiche è stato il sindaco Roberto Valettini, il quale ha sottolineato che il Comune ha fornito l’asilo nido di due “pinguinoni” e di un deumidificatore, che verranno lasciati sempre accesi, mentre per quanto concerne le schede elettroniche dell’impianto di riciclo dell’aria, che si sono guastate e vanno sostituite, il primo cittadino aullese ha detto che quelle giuste sono state ordinate da una ditta a Pordenone e presto arriveranno.
Dopo la querelle ha fatto il suo ingresso in Regione Toscana per bocca della capogruppo della Lega, Elisa Montemagni: «Il complesso di cui fa parte anche l’asilo nido comunale di Aulla era stato finanziato dalla Regione con un contributo di oltre dodici milioni di euro – afferma Elisa Montemagni – e, nonostante sia stato inaugurato da poco più di un anno, ha già creato non pochi disagi ai piccoli ospiti che lo frequentano. Infatti, dopo essere stato alluvionato, ora va in tilt pure l’impianto di condizionamento, lasciando, quindi, a soffrire il caldo atroce di questi giorni le decine di bimbi che sono iscritti alla struttura scolastica. Tra l’altro – sottolinea la consigliere regionale del Carroccio – chi lascia, giocoforza perché lavora, i propri figli per l’intera giornata, deve sborsare oltre 400 euro al mese e deve fare poi i conti con questi inaccettabili disagi, a cui si deve aggiungere pure la beffa delle schede elettroniche da cambiare nell’impianto, che, una volta arrivate, non sarebbero idonee all’uopo.
Insomma, auspichiamo fortemente che si trovi una soluzione immediata al pesante disguido che, stante le temperature africane di questi giorni, potrebbe comportare – conclude Montemagni – problemi di salute a bambini in tenera età». Un asilo nido nato decisamente sotto una cattiva stella quello di Aulla: infatti, tutti ricorderanno quello che successe ad inizio aprile, quando “Il girasole” fu invaso dall’acqua a causa di scarichi fognari che si intasarono e si rivelarono non sufficienti a contenere piogge di particolare rilevanza. Le stesse piogge che si abbatterono su Aulla il 4 aprile scorso, le quali scaricarono dalla collina soprastante una quantità di detriti sicuramente importante. —
G.U.
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