Il Tirreno

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Don Euro, gli escort chiamati in tribunale adesso chiedono ospitalità al vescovo

Alessandra Vivoli
Don Euro, gli escort chiamati in tribunale adesso chiedono ospitalità al vescovo

Parla il grande accusatore Mangiacapra: lo Stato rimborsa solo il biglietto del treno regionale, il resto è a nostre spese

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CARRARA. Mercoledì 17 luglio dovranno presentarsi in tribunale a Massa (alle 9). Quindi da Napoli partiranno - necessariamente - il giorno prima e, alla stazione di Carrara, dovranno arrivare nella tarda serata di martedì.. Lo Stato pagherà solo il biglietto del treno (e del treno regionale). A questo punto Francesco Mangiacapra, l’escort gay che ha scoperchiato il vaso di Pandora fatto di festini gay e sperpero del denaro dei fedeli di Luca Morini, parroco di Avenza, Fossone, Caniparola e Massa, lancia un appello al vescovo.

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«Nessuna polemica, nessuna provocazione - dice l’avvocato napoletano Mangiacapra che sarà fra i primi ad essere sentito il 17 luglio (altri “ragazzi” sfileranno in tribunale il 4 settembre prossimo - È davvero una richiesta d’aiuto, non tanto e non solo per me ma per chi deve venire da Napoli a Massa e sobbarcarsi pure le spese di un albergo».

Mangiacapra non le manda davvero a dire.

«Io e i ragazzi con cui don Euro ha avuto rapporti e che verranno sentiti dal giudice veniamo in tribunale per amore della verità, per fare sentire la nostra voce - continua - credo che questo sia importante per l’intera curia e per quei fedeli che vogliono vedere mettere la parola fine su questa vicenda. Il vescovo per anni ha dato ospitalità gratis in una villetta a Marina di Massa al Morini, dicono che oggi paghi l’affitto ma sembra assai improbabile visto che ha tutti i beni sequestrati. Ma senza fare polemica noi chiediamo solo di avere la possibilità di pernottare in una stanza, anche in una cella di monastero. La villa vista mare a noi non interessa. Ma già ci fanno viaggiare in regionale, per essere in tribunale alle 9 dovremmo viaggiare tutta la notte».

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Ecco quindi l’idea di Mangiacapra: a dare alloggio (non vitto ma solo un letto dove dormire) ai primi escort gay che si presenteranno alla stazione di Carrara la sera prima della seconda udienza del processo a don Euro, potrebbe - o meglio dovrebbe - essere proprio la curia. Insomma un appello che arriva prima di un processo che, finalmente, sembra destinato a entrare nel vivo.

Intanto, nella prima udienza era stata chiesta dalla difesa una perizia psicologica per dimostrare "l'incapacità d'intendere e di volere" di Luca Morini. L'uomo, 51 anni, è accusato di estorsione, autoriciclaggio, detenzione e cessione di stupefacente e sostituzione di persona. Non si procederà invece per truffa, visto che i fedeli – il cui denaro sarebbe stato utilizzato per le spese pazze dell'allora parroco della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli – non hanno sporto querela.

Al processo si sono costituite come parti civili quattro giovani escort, con le quali Morini aveva intrattenuto rapporti fingendosi un facoltoso magistrato. Una vita nel lusso più sfrenato, quella di "Don Euro", fatta di hotel a cinque stelle, cene, viaggi, trattamenti estetici in spa costose e grande disponibilità di contanti, fino a 8 mila euro al giorno, usando, secondo l’accusa, i soldi dei parrocchiani. —
 

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di Redazione web