Il Tirreno

il borgo degli artisti 

Torano dipinto sul muro diventa una forte cowboy girl

Francesca Vatteroni
Torano dipinto sul muro diventa una forte cowboy girl

Carlo Galli firma il murales che da ieri si incontra entrando nel paese  nel cuore delle Apuane che ospiterà la rassegna “Notte e giorno”

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“Una ragazza forte e sicura di sé”, descrive così la nostra Torano, Carlo Galli l’artista emergente e autore del murales che da ieri campeggia su uno dei primi edifici che si incontrano entrando nel piccolo paese, situato appena sopra Carrara e appena sotto le cave apuane, dove si celebra ogni anno la kermesse culturale Torano Notte e Giorno. Attraverso i suoi occhi e le sue mani, sul muro si è impressa l’immagine di un mezzo busto di una bella cowboy girl pronta a dare il benvenuto a chi arriva. «Prendendo ispirazione dai tradizionali tatuaggi americani caratterizzati per semplicità e chiarezza d’esecuzione, ‘Cowboy girl’ si trasferisce dalla pelle dei marinai alla superficie dei muri della città, diventando un omaggio per le donne di Torano-spiega l’artista viareggino (coautore tra l’altro, insieme ad altri 9 artisti, del murales di Via Ponchielli realizzato durante il mese della memoria per il decennale della strage di Viareggio)- il dipinto della cowboy girl-prosegue- rappresenta una ragazza forte e sicura di se, simbolo di speranza per gli uomini che, come i marinai, partivano per affrontare lunghe ed avventurose traversate. Per loro quell’immagine rappresentava un’oasi, una visione idilliaca durante i momenti più duri”. Carlo Galli, laureatosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara e tra i migliori artisti italiani emergenti con il suo stile dirompente, moderno, visionario e profondo, oggi vive a Milano e ci dice subito che non ama chiamarsi esclusivamente street artist: è una definizione che gli va troppo stretta per lui che si riconosce una predisposizione alla sperimentazione:” Mi piace capire quale sia la soluzione artistica che si adatta di più alle diverse situazioni e dinamiche” spiega, raccontando la sua storia professionale fatta non solo di bombolette spray, ma di adesivi, barattoli di colori e scotch americano e comunque tutto quanto gli possa permettere di provare nuovi linguaggi. Carlo capisce di voler diventare un artista contemporaneo durante l’Erasmus alle Canarie, fatto quando faceva il 2° anno dell’Accademia:” Lì avevo trovato un bel gruppo di amici con cui visitavo musei, vernissages, studiavo, tiravo a far tardi a discutere” racconta. Ma capisce anche che vuole sperimentare il più possibile quando comincia a viaggiare per il mondo per portare avanti progetti di Residenza artistica: progetti, come ci spiega, dove l’artista propone un punto di vista esterno rispetto alla realtà in cui si trova, attraverso una mostra. Quindi dalla scultura e dal bronzo, Carlo approda a materiale più povero e facilmente reperibile, dovendo di volta in volta spostarsi in giro e con un budget molto basso a disposizione. Nasce così a Berlino, per esempio, al Tape Art Convention (una mostra di artisti internazionali che lavora con nastro adesivo) il volto, grande e straordinario nella sua particolarità, creato con scotch americano, di Shirley Chisholm, la prima donna afroamericana ad entrare nel Congresso nel 1968. E lo stesso: dalla necessità di spendere poche centinaia di euro e trovandosi in un paese molto lontano come il Sudafrica, nasce a Johannesburg un murlaes lungo una ventina di metri dove sfilano, fianco a fianco, decine e decine di carri armati bianchi e di carri armati neri, sul tema dell’invasione. C’è un trait d’union tra questa immagine di Torano e Viareggio: lo sfondo ipnotico di colore giallo e nero è lo stesso che accompagna le foglie volanti del mureles di Via Ponchielli. —

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