Sicurezza
«Per le feste? Regaliamo alberi ai nostri bimbi»
Don Luca Franceschini alla cuginetta ha donato un ginko biloba. Il suo appello: coinvolgiamo anche le istituzioni
Viola Nardini, 9 anni, è orgogliosissima: alla recita di fine anno a lei è toccata una parte importante, ha interpretato l’albero. Quella parte l’ha voluta con convinzione: fronde sulla testa e corpo immobile come un fusto. Perché essere un albero è una cosa meravigliosa, gli alberi «contribuiscono a rendere l’aria pura e nella vita di un albero ci sono cose molto belle».
Don Luca Franceschini non sapeva che Viola, figlia di sua cugina, nella parte dell’albero si sentisse così valorizzata, non lo sapeva che le piante lei le amasse così tanto, eppure - quasi in una condivisione di intenti e silenziosa comunicazione - ha pensato di regalarle un albero. Viola festeggia la Prima comunione e di collanine, braccialetti, orologi, giochi e giochini ne avrà a decine: Don Luca decide di farle arrivare, con tanto di camion, una pianta speciale, una delle più vecchie e sagge, un Ginko Biloba di 2 metri e mezzo. Le spiega che ci vorrà qualche tempo prima che la pianta, ordinata, sarà a casa sua, ma le garantisce che un albero è un contributo. All’umanità e alla terra che la ospita. E Viola è felice, così felice che a Don Luca racconta di essere stata un orgoglioso albero nella recita di fine anno.
Di quel regalo, il sacerdote spera di fare un inizio, l’inizio per cambiare le cose. Gesti piccoli, ma frequenti, condivisi e consapevoli: «Ai nostri bambini - è il suo appello - regaliamo alberi. Per la loro comunione, per i compleanni, per le occasioni speciali». L’albero ti accoglie sotto le sue fronde, ti insegna che le cose cambiano con il cambiare del tempo, ti insegna pure che l’importante permane, che le radici ti tengono saldo. Che il mondo può essere migliore, con il contributo di tutti.
«Lo scorso anno - racconta Don Luca, parroco della Madonna del Monte e responsabile dei beni culturali per la curia e la Regione - ho acquistato un tiglio e l’ho fatto piantare a Gramolazzo, nel prato della casa che ospita i campiscuola per ragazzi. Regaliamo alberi, programmiamo di rimettere alberi dove sono bruciati o caduti. Penso alla strada bellissima che sale al santuario dell’ Argegna, era splendida con pini e abeti secolari. Ora è una landa desolata. Regalate alberi ai bambini».
Un appello e una proposta che punta a coinvolgere le amministrazioni e fare di un messaggio un progetto: «Penso a programmi - dettaglia il sacerdote - che prevedano l’aumento delle zone alberate, il recupero di terreni incolti, di aiuole e parchi pubblici. Raddoppiare gli alberi per salvare la terra, deve diventare una scelta contagiosa - così la definisce Don Luca - per gli uomini, le amministrazioni e i governi».
Un gesto che si diffonde, un contagio, appunto, che dovrebbe arrivare fino alle stanze dei bottoni, alle sale consigliari e alle sale giunta, in quelle regionali e fino a Roma. E oltre ancora. Con l’invito a fare ciascuno la propria parte, a contribuire al circolo virtuoso. Viola e Don Luca l’hanno fatto e oggi a Pieve San Lorenzo, al confine tra Lunigiana e Garfagnana, dove viola vive, arriverà un grosso camion. Trasporta un Ginko Biloba. È il regalo di Don Luca, è l’albero che la crescerà con Viola e le farà ombra. Ogni volta che il sole della vita sarà troppo caldo. —
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