Lutto
Il bagno che i colori dividono in due Ombrelloni e sdraio diverse al Florio
Lo stabilimento di Marina di Carrara spegne 60 candeline con i clienti storici: l’arte dell’accoglienza e dell’animazione
Era il lontano 1949 quando nonna Angiolina Bandoni ha comprata una porzione di terreno demaniale e aperto uno stabilimento balneare: l’attuale bagno Florio. A quel tempo le cose erano completamente diverse. Non c’era l'asfalto ma la spiaggia, non c'erano i parcheggi ma i rovi, non c'erano le docce, i gabinetti, ma soprattutto non c'erano gli stabilimenti balneari come li intendiamo oggi.
Il Florio, come molti altri bagni all’inizio degli anni Cinquanta, si componeva di una baracca di legno con una tettoia e qualche cabina. Nel tempo il legno e l’ambientazione spartana hanno lasciato il posto alla muratura, e via via ai comfort. I titolari di questo bagno vivevano letteralmente al mare, all’interno dello stabilimento che ormai era diventato in muratura. Avevano anche ricavato delle stanze da letto, in modo da non doversi spostare e dedicarsi interamente alla cura dello stabilimento e della clientela. Ma a quel tempo c’era una concezione diversa del mare, o meglio il mare si viveva, come racconta Mario Bacicalupi, il figlio di Florio: «Quando eravamo bambini e poi adolescenti l’estate era diversa - racconta - al mare veniva tanta gente da fuori, venivano in vacanza al mare, non come oggi che i clienti sono quasi tutti del posto. Il mare si viveva dalla mattina fino a notte fonda. La sera in spiaggia si facevano tante grigliate e tante feste. Oggi le persone vanno via dal mare alle sei del pomeriggio».
Nonna Angelina dopo la morte lascia lo stabilimento ai figli Florio e Clara Bacicalupi. Del bagno Florio (scomparso nel 1990) oggi se ne occupano Virginia Bacicalupi (figlia di Florio) e Angela Sergia Maria (figlia di Clara, anche lei scomparsa nel 2012). Il Bagno Florio ha un fronte spiaggia di trentadue metri e si contraddistingue perché è come se fosse diviso. Ma non lo è. Per scelta una parte dell’arredo (ombrelloni e sdraio, lettini) è bianco con strisce azzurre, l’altra metà è arancione. Nella struttura c’è anche il ristorane. Se ne occupa Nando Menconi soprannominato “la Iolandina”, il nome di sua madre. È lui che prepara i piatti a base di pesce, e anche le specialità tipiche marinelle, come i muscoli ripieni. Ad “animare” la spiaggia, invece, c'è Pierino Bruzzi. Animare perché si tratta di un personaggio. Al nostro arrivo aveva la testa acconciata con tante codine. Il suo ruolo è quello del vecchio bagnino, quello che si occupava della spiaggia, della cura dello stabilimento ma soprattutto di aiutare la clientela, scherzare con le persone e dare consigli: «A questo bagno - dice Pierino - ci divertiamo moltissimo, anche perché ci sono molti bambini». Ma torniamo indietro nel tempo assieme a Mario (fratello di Virginia): «Come era bello quando portavamo i tavoli in spiaggia e organizzavamo cene e grigliate. Quando ero più giovane in questo stabilimento facevo il bagnino. L'ho fatto per anni. Noi qui avevamo le camere, al mare ci dormivano. Ho dei ricordi bellissimi di questo periodo. Era divertente. Ancora oggi è bello stare al mare tutto il giorno. La nonna ha fatto la scelta giusta a comprare questo bagno. Stare al mare, a contatto con la gente alla fine non è più un lavoro. È un piacere. Ci sono state anche molte feste al Florio negli Novanta. Erano feste di successo. Abbiamo avuto anche ospiti eccellenti come Martina Colombari e Alberto Tomba».
Come si è capito il bagno è a conduzione famigliare, la clientela è storica con bagnanti che vanno al Florio da più di sessant’anni. La struttura dispone di un’area gioco per bambini, di una di cortesia ombreggiata per il pranzo fai da te e di una zona centrale per le attività di socializzazione. Nella parte antistante c’è anche un ampio spazio per aperitivi o caffè collegato alla zona bar». —
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