Il dolore
Muore a 52 anni brigadiere capo della Finanza
Emanuele lottava da tre anni contro la malattia. Lascia la moglie e due figlie, l’ultimo saluto nella chiesa dei Quercioli
MASSA. Ha lottato, fieramente, con dignità. Per se stesso, per non lasciar sola la sua famiglia. Non aveva ancora cinquant’anni quando il male si è manifestato. In gioventù aveva praticato culturismo, e a vederlo, Emanuele Ciregia, con quel fisico da sportivo, non avresti pensato che potesse essere proprio lui colpito da un male terribile.
Ciregia era un militare, brigadiere capo della Guardia di Finanza, e con dignità e forza ha lottato. Finché ha potuto. Si è spento ieri, a soli 52 anni, lasciando nello sconforto i colleghi della caserma “Vincenzo Giudice” di Massa, e nel più profondo dolore una splendida famiglia composta dalla moglie Raffaella Borghini, dalle figlie Veronica e Giulia e dai generi. Si è spento lentamente nella sua abitazione di via Silcia (nel quartiere di Ricortola) dove la salma resterà esposta fino a lunedì quando alle 15,30 inizierà il funerale verso la chiesa dei Quercioli. Ciregia sarà tumulato nel cimitero di Turano.
Emanuele e la sua famiglia hanno lottato duramente in questi tre anni, da quando la malattia si è manifestata, dapprima sorpresi perché nessuno si aspetta mai malattie cosi terribili ed improvvise. Poi c’è stata la reazione unita della famiglia. Una momentanea gioia perché ad un certo punto il male sembrava essere stato sconfitto. Sembravano avercela fatta. Invece, negli ultimi mesi il destino crudele non ha risparmiato la famiglia Ciregia.
Il brigadiere capo Emanuele Ciregia ha lasciato un vuoto immenso anche nella città di Massa, nella quale da molti anni ha svolto un servizio importante di legge con la GdF e naturalmente sgomento anche nelle Fiamme Gialle che erano abituate da tempo al suo impegno, anche se negli ultimi periodi portato con sofferenza per via della malattia che lo aveva aggredito. Emanuele ha svolto il suo dovere di uomo della legge e della società sempre con serietà ed impegno nella caserma di Massa centro in via Giudice, all’angolo del vecchio mercato coperto, e quindi era conosciutissimo anche in città oltreché nel quartiere dove risiedeva, ma soprattutto ha svolto al meglio quello di “capo” della sua famiglia che ora lo piange con grande dolore e compostezza.
Dopo i primi tempi dei corsi alla Gdf era stato trasferito a Massa, dove fino a pochi mesi fa aveva partecipato a tutte le più importanti indagini del Corpo, indagini nel settore del marmo che avevano dato anche risultati importanti.
Commovente e che dice tanto il messaggio che ci hanno lasciato la moglie, le figlie e i generi. «Oggi sei volato in cielo – le parole dei familiari - con la schiera degli angeli, circondato dalla tua famiglia che tanto ti ama ed alla quale hai dato tutto l’amore possibile. Il nostro cuore è con te ed il tuo con noi, per l’eternità. Ti amiamo».
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