Il dolore
Da Carrara alla Nasa, il professor Grigolini e la missione su Marte
L’illustre concittadino ed ex studente del liceo classico Repetti è docente universitario alla Texas University
«C’è vita su Marte». E l’insigne fisico e ricercatore internazionale, nostro concittadino, ingaggiato per i suoi studi dall’Esercito Americano, professor Paolo Grigolini, spera di poterlo provare. Le affascinanti teorie che il professore sta cercando di sviluppare meritano un’attenzione particolare per la portata di profonda innovazione che comportano sotto molti punti di vista, non solo scientifici ma sotto il profilo umanistico stesso, potendo modificare la visione dello stare insieme e del modello di convivenza dell’umanità stessa. Il nostro illustre concittadino ed ex studente del Liceo Repetti, docente universitario presso la University del North Texas, dopo la laurea in fisica nel 1969 volò negli Usa per insegnare presso diverse università americane, fino a quella del North Texas dove risiede dal 1991. Di recente ha avuto modo di partecipare a un importante convegno alla Nasa dove si è potuto confrontare con altri studiosi e illustrare le sue ricerche relative a una futura missione su Marte. Ma partiamo dall’inizio: il punto attorno al quale ruota il nocciolo fondante delle ricerche rivoluzionarie del professore è la Coscienza o Intelligenza collettiva: un gruppo di persone che coopera insieme, crea e produce un’intelligenza maggiore rispetto alla somma delle intelligenze degli stessi singoli individui. «E questo vale soprattutto se nel gruppo ci sono donne, almeno al 50% e se ci sono diversi componenti culturali-spiega - l’intelligenza collettiva si è dimostrata molto flessibile e sensibile all’ambiente circostante: un gruppo di soldati che deve affrontare una battaglia o una calamità naturale deve sapere trovare una rapida soluzione non individuabile a priori». Altra questione dirimente: non è vero come afferma la teoria di Darwin che l’evoluzione porti inevitabilmente, da una condizione di intelligenza inferiore a una condizione di intelligenza maggiore:«Secondo Darwin c’è un’evoluzione biologica dai primitivi bioorganismi fino all’uomo ma non è vero che l’evoluzione naturale porti dal momento meno complesso al momento più complesso: lo afferma già negli anni 70 Jacques Lucien Monod Nobel medicina» spiega sempre Grigolini ricordando come le società primitive, a differenza della società moderna, fosse stata democratica con gruppi di 20/40 elementi senza un capo e con le donne che avevano un ruolo importante. «Una società composta da 300 milioni di individui come gli Usa invece deve affidarsi inevitabilmente a una gerarchia e i miei studi sull’Intelligenza collettiva servono all’Esercito anche per capire come immettere la democrazia primitiva nella moderna società gerarchica». Venendo dunque alla missione su Marte, il Professore ha esposto alla Nasa come il missile in partenza dalla Terra dovrebbe usare l’85% di intelligenza con sé, in combustibile per poter vincere la gravità, ma il restante 15% di intelligenza (tra equipaggio, computers e attrezzatura) sarebbe troppo poco. La sfida del Professore è di grande fascino: «Spero di dimostrare che la vita sulla Terra non arrivò dallo spazio perché l’intelligenza sulla Terra comparve con la vita e questa comparve insieme alla roccia» ha asserito il ricercatore.
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