Bagno Oliviero primo in ecologia, qui anche lo spuntino è “bio”
La cura dell’ambiente è il principio fondante dello stabilimento gestito dal 2011 da Matteo Campatelli e Giuditta Sborgi
La cura dell’ambiente è il principio fondante dello stabilimento balneare Oliviero, una striscia di sabbia del litorale massese, in località Poveromo, che dal 2001 è gestita da Matteo Campatelli e Giuditta Sborgi. L’uomo e l’ambiente, qua, cercano di rispettarsi.
La natura è valorizzata in tutte le sue sfumature e forme: dai folti fili verdi che ospitano il campo da basket e il tavolo da ping pong, circondati da oleandri e piante tipiche della macchia mediterranea, alla spiaggia arredata con 41 ombrelloni sistemati a ferro di cavallo e 18 tende disposte su due file orizzontali. Tutto è ordinato in senso circolare, come a formare una tribù di persone che sì, vogliono riposarsi e prendere il sole. Ma vogliono anche restituire la giusta dignità a ciò che le circonda. Circolare è la filosofia alla base dell’economia del bagno. Sono infatti tantissimi i riconoscimenti consegnati allo stabilimento di Poveromo. Tutti legati all’ecologia e alla lotta allo spreco delle risorse naturali. Per prima cosa, Oliviero aderisce all’Ecolabel “Legambiente Turismo” .
«Ci siamo impegnati a svolgere azioni semplici ma molto efficaci per ridurre l’impatto sull’ambiente – spiega Matteo Campatelli – e migliorare il comfort degli ospiti. Per l’anno 2011 abbiamo ricevuto da Legambiente Turismo il premio per la migliore gestione complessiva della struttura insieme ad altre tre aziende. E inoltre abbiamo ottenuto la certificazione da Imc per quanto riguarda il ristorante. Si tratta dell’iniziativa “Conosci il tuo pasto” che ci ha premiato con due galletti e due foglie verdi.
Tutto merito dei prodotti che utilizziamo nella nostra cucina, prodotti biologici, a km 0, del commercio equo e solidale. Infine aderiamo alla campagna di Legambiente “Imbrocchiamola”, per cui i clienti possono usufruire di acqua potabile da servirsi da soli sia a pranzo che nei vari momenti della giornata». La cucina lo scrive in maniera cristallina fuori dalla sua porta d’ingresso: «I prodotti che compongono i nostri piatti sono questi». La pasta e la farina vengono da Cremona, dalla cooperativa Iris, così come i pomodori pelati. Il parmigiano è di Ravarano, nel parmense. E ancora: olio di Greve in Chiati, carne di Val di Vara, vino di Luni, cereali di Pisa, caffè e zucchero dalla Bottega del mondo di Massa. «L’acqua è di San Carlo», precisa il titolare. Il menù è ricco e va dai piatti più semplici a quelli più elaborati. Per una cosa veloce è consigliata la focaccina Apuana, a base di lardo, crema di formaggio, origano e pomodorini. Il tonno, per una scelta etica, non viene distribuito. «Lo sgombro invece sì», aggiunge Campatelli.
Diverse le iniziative messe in campo per coinvolgere i bagnanti in una battaglia per la tutela dell’ambiente. Nel 2016, attraverso il Consorzio Riviera Toscana, lo stabilimento ha accolto una struttura per compattare la plastica. Ogni bottiglietta inserita nell’apparecchio restituisce uno scontrino, che consegnato alla casa concede in regalo un ghiacciolo. O una merenda. Un modo per invogliare anche i più piccoli a prendere parte alla battaglia. I più piccoli hanno strutture ad hoc per loro: bagni con specchiera e toilette ad altezza di dodicenne e docce con il riduttore per evitare sprechi inutili di acqua. Ovviamente la plastica non viene distribuita: è l’iniziativa pensata per difendere il mare, spiegano dal bagno, ed evitare che bottigliette, tappi e contenitori vari finiscano in quella distesa blu in cui ogni giorno facciamo il bagno. «Organizziamo anche attività come tornei di basket con la pallacanestro Massa e in genere sport meno popolari. È un modo di vedere il mondo, il nostro». —
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