Il dolore
Sanac, proclamato uno sciopero nazionale
Arcelor Mittal, proprietà di Ilva, annuncia il rischio di chiusura a Taranto. Il 2 luglio protesta di 4 ore, sit-in sotto la prefettura
massa. Sono 380 posti di lavoro a rischio, di cui 140 a Massa, per la Sanac in amministrazione straordinaria, i cui stabilimenti lavorano al 60% per l'ex Ilva di Taranto. «Ad oggi ancora non dato sapere se entro il 30 settembre ArcelorMittal ultimerà la procedura di acquisto», lamenta la Cgil di Massa Carrara, mentre «Taranto il 6 settembre potrebbe chiudere». Da qui la convocazione per martedì 2 luglio di uno sciopero nazionale di 4 ore, con presidio dalle 9 sotto la prefettura di Massa Carrara.
Il sindacato «si chiede come sia possibile che un ministro affronti con tanta superficialità una situazione di questo tipo, contrapponendo pretestuosamente il diritto al lavoro con quello alla salute, forse si vuole ripercorrere un nuovo 'caso Bagnoli'? forse cos si pensa di fare l'interesse del Paese? E ancora, siamo davvero convinti che questo comportamento favorisca nuovi futuri investimenti in Italia da parte di gruppi industriali dopo che a contratto firmato si cambiano le carte in tavola?». Infine, per la Cgil massese, «è vergognoso il comportamento di ArcelorMittal nei confronti dei 1400 lavoratori di Taranto ai quali stata comunicata con una mail la cassa integrazione».
Duro anche il deputato del Pd Cosimo Ferri: «Le ultime dichiarazioni di Arcelor Mittal aggravano la situazione della Sanac, principale “cliente” dell’Ilva per la quale l’azienda apuana ha concentrato la quasi totalità della propria produzione. Un’altra pessima notizia che dimostra tutta l’incapacità del ministro Luigi Di Maio di risolvere le crisi delle imprese italiane. Si sta scherzando sulla pelle dei lavoratori».
Più sfumata la posizione del sindaco Francesco Persiani, presente al tavolo di due giorni fa sul tema. «La vicenda è complessa e viene da lontano; pertanto non mi sento di lanciare segnali di allarme ma piuttosto invito tutti, lavoratori e rappresentanti sindacali a mantenere un atteggiamento fiducioso e responsabile, proprio per non rischiare di compromettere tutto proprio ora che si è in vista del traguardo finale. Tuttavia, mi sento anche di rivolgere un forte appello al foverno, che pur sta lavorando nella direzione giusta che tutti auspichiamo, affinché non si attenda il 30 settembre per mettere in campo tutti gli strumenti a propria disposizione».
Parole che stridono con quelle della Cgil: «Abbiamo registrato l’assenza totale del Governo lavoratori in questi anni hanno fatto di tutto per difendere lo stabilimento e il proprio posto di lavoro, anche rischiando la vita per le pessime condizioni in cui versava lo stabilimento».
Critica anche Martina Nardi, deputata Pd: «Sorrido a leggere la preoccupazione del sindaco di Massa Francesco Persiani. Il sindaco Persiani dovrebbe scrivere sì, ma al suo Governo e ai suoi ministri e alleati, non al territorio, che invece subirà la scelleratezza della sua politica. Persiani dovrebbe ammettere che stanno sbagliando tutto, portando il paese verso la decrescita e Sanac a Massa sarà la loro prima vittima ».
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