Il Tirreno

la vicenda Serinper

L’azienda che non trova personale: «Giovani sfaticati». Ma i lavoratori raccontano altro

Libero Red Dolce
Da destra a sinistra: Enrico Benassi, il sindaco di Massa Persiani e il presidente di Serinper Zoppi
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Da destra a sinistra: Enrico Benassi, il sindaco di Massa Persiani e il presidente di Serinper Zoppi

Chi si è proposto racconta di attestati mai rilasciati e assunzioni solo promesse La Cgil: «Dipendenti non sono sindacalizzati. Abbiamo chiesto un incontro»

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MASSA. Corsi completati senza rilasciare l’attestato, promesse d’assunzione non mantenute, curriculum inviati senza risposta. I giovani pigri, che sognano solo «di fare gli influencer sui social» pare che non siano poi così addormentati. Ci sono, sono svegli e rispediscono al mittente le insinuazioni che la Cooperativa Serinper ha lanciato qualche giorno fa, lamentandosi di una generazione esigente che non si candida per un lavoro ben retribuito.

Partiamo da un dato. Serinper scrive un comunicato facendo sapere di essere alla ricerca di 30 persone da assumere a tempo determinato per una struttura di nuova apertura ad Aulla. I profili richiesti sono di educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, operatori socio sanitari, infermieri e animatori di comunità. Ma le domande, per Serinper, languono. È la prima incongruenza. Con un rapido controllo infatti si scopre che al Centro per l’impiego apuano risultano iscritte e disoccupate 300 persone con qualifica Osa(Operatore socio-assistenziale). Dieci volte quelle che servono per il fabbisogno di Serinper. Perché non contattarli?

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La cooperativa per assumere passa più dal canale delle candidature dirette. E chi ci è passato, su questo, ha qualcosa da raccontare. Il caso di Monica (usiamo un nome di fantasia per tutelarla) è esemplare. Lo racconta a Il Tirreno il padre: «Tre anni fa mia figlia ha fatto un corso di formazione durato qualche mese. Le avevano promesso l’assunzione alla fine, ma non è mai arrivata. Alla richiesta di spiegazioni hanno risposto via mail dicendo che il suo profilo non è adatto per via della normativa, in quanto semplice diplomata». Eppure quando viene presa per il corso di formazione Monica aveva presentato un curriculum dove specificava che il suo titolo di studio è il diploma. Peraltro indirizzo socio-pedagogico, quindi in linea con le mansioni. «In più - racconta il padre - dopo mesi passati a fare avanti e indietro dai centri di Aulla e Massarosa a sue spese non ha mai ricevuto l’attestato. Che continuano a non mandare nonostante lo abbia chiesto più volte». E non è l’unica segnalazione in questo senso che arriva.

Poi c’è chi, come Alessia (anche qui tuteliamo la vera identità) il curriculum lo propone da mesi senza successo. «Lo mando da aprile di quest’anno, sono laureata in Scienze sociali. Con il mio percorso nel privato si lavora come educatrice o animatrice. Da allora non ho ricevuto una chiamata nemmeno per sbaglio. Dopo il loro comunicato l’ho rimandato ancora una volta, vedremo».

Ma non è solo la voce di chi cerca lavoro ad alzarsi contro Serinper. Anche al sindacato qualcosa non torna e lo fa sapere: «Troviamo il comunicato scritto dalla Cooperativa Serimper - scrive la segreteria della Funzione Pubblica della Cgil - di cattivo gusto e irrispettoso verso coloro che provano ad affacciarsi su un mondo del lavoro che , grazie alle riforme portate avanti da chi ci ha governato e ci governa, garantisce di tutto fuorchè diritti».

E si scaglia contro le procedure di selezione. «Non conosciamo direttamente la Cooperativa Serimper; sappiamo però che conta circa cento dipendenti, non sindacalizzati, che applica il Ccnl Cooperative sociali e che utilizza modalità di reclutamento non proprio “ortodosse”. Coloro che si sono rivolti alla cooperativa sono stati invitati a partecipare ad una formazione gratuita a proprie spese, di tre settimane, dopo le quali la Coop avrebbe scelto chi assumere e chi no. In sostanza chi si trova senza lavoro dovrebbe impegnare il proprio tempo, la propria auto, la propria preparazione per tre settimane senza retribuzione e senza la certezza poi di essere assunto». Cgil chiede di aprire un confronto. «Abbiamo inviato una richiesta di incontro, come previsto dalle norme, a Serimper per ricevere tutte le informative sul lavoro svolto e per cercare di avviare una concertazione proficua per lavoratori, lavoratrici e Cooperativa. Il presidente si è reso disponibile ad incontrarci. Nel frattempo invitiamo la cooperativa ad utilizzare i canali previsti dal inistero del Lavoro per il reclutamento del personale : al centro per l' impiego provinciale ci sono oltre trecento candidature di aspiranti lavoratrici e lavoratori, con qualifiche spendibili nel settore, che attendono una chiamata».

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