Sicurezza
Grossi sassi e tronchi in mezzo ai sentieri per bloccare le bici, biker ferito alla spalla
Davide Valeri si è ritrovato davanti un masso ed è caduto. Il presidente Del Sarto: si tratta di dispetti pericolosi
MASSA. Trappole per i bikeristi sui sentieri di montagna: un fenomeno ricorrente, un “dispetto” ai ciclisti, che rischia di degenerare, come racconta il giovane Davide Valeri, 22 anni, vittima di un masso squadrato, posizionato nel mezzo del cosiddetto “Trail Porkis” sul monte Pasquilio: «Mi stavo allenando assieme ad altri due ragazzi- spiega - facciamo parte della scuola di mountain bike Hazzard Gang. Io ero il primo del gruppo, stavo scendendo il sentiero e quindi andavo abbastanza veloce e mi sono ritrovato un grosso masso davanti. Sono caduto, ho preso un brutto colpo alla spalla, mi sono provocato abrasioni su tutto il corpo. Non poteva essere un masso naturalmente presente perché ci alleniamo su quel sentiero tante volte al mese, anche con ragazzi di 12 e 13 anni e lo conosciamo alla perfezione. Dopo la caduta - continua- abbiamo trovato altre due sorprese a metà sentiero, un travicello posizionato trasversalmente e un altro sasso nella serie di curve finali, il che ha aumentato la nostra convinzione che fossero ostacoli piazzati per farci del male».
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Montagna e bikeristi, sentieri e cercatori di funghi, sport e trekking amatoriale: pare che queste discipline non riescano sempre a convivere: «Non è la prima volta che sentiamo di incidenti del genere sui nostri sentieri - spiega Simone Del Sarto, presidente della West Coast Trail, associazione nata nel 2012 dall’idea di un gruppo di amici appassionati della bicicletta in tutte le sue espressioni e con la volontà di far conoscere il territorio sia in ambito sportivo che turistico - Accade ciclicamente, soprattutto in primavera ed estate, quando i sentieri iniziano ad essere frequentati da più pedoni. Chi fa trekking, chi passeggiate, chi cerca funghi. I bikeristi sono visti come una minaccia, sia per i sentieri, sia per le persone che li attraversano. Dicono che con le biciclette roviniamo i tracciati, che siamo pericolosi per chi passeggia. Insomma, ad ogni bella stagione iniziano le lotte. E capita di trovare qualche regalino sparpagliato per farci ruzzolare».
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Del Sarto ricorda episodi avvenuti in Tombara, Brugiana e al Pasquilio: «In Brugiana stavamo organizzando una gara su un sentiero comunale che avevamo contribuito a pulire. Durante le prove trovammo tronchi tagliati e messi di traverso. In Tombara le piante che trovammo tagliate e messe in mezzo al sentiero erano otto, anche di grosse dimensioni. Noi denunciamo spesso l’accaduto e ripristiniamo i luoghi per la sicurezza di tutti. Sappiamo- continua Del Sarto - che si tratta di dispetti pericolosi; negli anni qualche cittadino ha anche rivendicato la proprietà di alcuni sentieri, sostenendo che lì non potevamo andare con le nostre bici. Ma piazzare trappole per i ciclisti è scorretto. Non ho mai avuto, invece, esperienza personale di spaghi e fili spinati per interdire i passaggi, ma qualche bikerista dice di averne trovati. Così si rischia davvero la vita, ve lo posso assicurare». —
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