Attenzione
Il casco e la moto in corteo per non dimenticare Mattia
Il rombo di motori fino al Casone per salutare il ragazzo morto sulla via per Arni. Centinaia di volti giovani in lacrime e il grande dolore della famiglia e degli amici
MASSA. Le passioni condivise, quelle che ti tengono insieme, quelle che la vita la fanno sembrare bella. Sempre. La moto per Mattia Pucciarelli era una di quelle passione e i suoi amici lo sapevano. Lo sapevano così bene che ieri pomeriggio è ricordando quella passione per le due ruote che lo salutato.. Mattia se n’è andato domenica, a 23 anni ancora da compiere, in sella alla moto di un amico, tradito da una maledetta curva a gomito, lungo la via di Arni, poco sopra il paese di Antona. Ieri gli amici motociclisti lo accompagnano nei luoghi in cui è cresciuto, a Partaccia, dall’obitorio sull’Aurelia fino alla chiesa del Casone.
Un rombo di motori che dà voce al dolore, lo concretizza in un suono, cerca uno sfogo. Un centinaio di motociclette in corteo seguite da un grande suv. E su quel suv la moto di Mattia, quella che era ad aggiustare domenica, e il suo casco. Quel casco che in chiesa, sopra la bara, ricorda a tutti l’amore di Mattia per le due ruote. Fa dell’oggetto un simbolo. È gremita la chiesa: i parenti, gli amici, i vicini di casa, quelli che Mattia l’hanno visto crescere, gli ex compagni, gli ex insegnanti, i titolari di ristoranti per cui, fin dagli anni della scuola, ha lavorato. Un mondo, il suo mondo. E tantissimi visi giovani, decine e decine di amici, di appassionati di moto, di amanti dello sport come Mattia. Si stringono intorno alla famiglia, a fare coraggio alla mamma Roberta e al babbo Paolo, al fratello Andrea. Ci provano a dar loro forza le parole di don Marino Navalesi e Don Ivo Ercolini, ci provano amici e conoscenti. Ci prova quel casco a ricordare un ragazzo dalle grandi passioni.—
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