Il dolore
Curriculum e polemiche per la Serinper: «In una mattina cinquanta telefonate»
I numeri della cooperativa presi d’assalto dopo l’appello-denuncia di Benassi sulla difficoltà a trovare nuovi dipendenti
aulla. «Da stamani il telefono non ha smesso di squillare». Di curricula ne so no arrivati, ma Enrico Benassi non sa ancora dire quanti. Non ha avuto il tempo di visionarli. È rimasto sorpreso, questo sì, e con lui i suoi collaboratori, della quantità di telefonate arrivate alla cooperativa sociale dopo il comunicato stampa di due giorni fa: «Più di cinquanta, solo al mattino». . «Cerchiamo 30 dipendenti ma non li troviamo», aveva detto Benassi, responsabile del personale, stigmatizzando il ruolo da eterni Peter Pan dei 20-30enni di oggi «impegnati soprattutto a fotografarsi su Instagram» e a coltivare l’ambizione (leggasi anche illusione) di diventare ricchi come influencer.
“I giovani, sognatori spaventati conquistati da idoli social”. Così recitava il titolo della nota inviata alla stampa da parte di Serinper (Servizi integrati per le persone fragili) Una società con 97 dipendenti, alla ricerca di 30 persone per un progetto in partenza su Aulla, quello dei “Numeri complessi”. «Si tratta – spiega Benassi – di due moduli dedicati ai ragazzi adolescenti, nelle fasce di età fra i 10 e 14 anni e dai 14 ai 18 anni. Abbiamo bisogno di educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, operatori socio sanitari, infermieri e animatori di comunità. Le candidature sono aperte dalla seconda metà di marzo, abbiamo ricevuto circa 300 curricula ma ben pochi cercano realmente lavoro». E rincara la dose: «C’è chi sembra spaventato, ragazzi giovani che si presentano ai colloqui con i genitori più terrorizzati di loro. Una volta i giovani cercavano l’autonomia, oggi inseguono idoli e modelli immateriali, hanno sogni alienanti: media manager di se stessi, influencer sui social».
Il giorno dopo Benassi prova ad aggiustare il tiro. In tanti hanno chiamato per chiedere come inviare il proprio curriculum, in diversi hanno chiesto perché la cooperativa non risulta appetibile, alcuni hanno lasciato sul Tirreno Facebook commenti su esperienze non positive con Serinper.
Benassi ripete: «Paghiamo regolarmente». E ancora: «I nostri contratti sono in linea con il vigente Contratto collettivo di lavoro per i dipendenti e soci delle cooperative sociali». Millecento euro per un operatore socio sanitario (38 ore di lavoro settimanale, a turni, compresi naturalmente la notte e il fine settimana). Millequattrocento euro per gli educatori e a salire gli psicologi e i tecnici della riabilitazione psichiatrica.
Allora perché non trovate personale? «Dopo l’appello sono arrivate tante telefonate – premette – In parte comprendo le polemiche. È ovvio che non tutti vogliono fare gli influencer. È ovvio che quelli che proponiamo non sono lavori per tutti. Pongo l’accento sul mio richiamo alla formazione. L’appello alle istituzioni e Camera di commercio per una formazione continua in grado di preparare per ambiti particolari come il progetto di Aulla. Casi di ragazzi abusati non possiamo farli seguire a maestre d’asilo...».
«Fa male – ammette Benassi – leggere sui social frasi del tipo “fatevi delle domande sul perché non trovate persone disponibili”. Certo, ce le facciamo. La realtà è che abbiamo chiamato tanta gente, alcuni neanche rispondevano al telefono. Un ragazzo stamani (ieri) ci ha bacchettato: «Ho visto dopo la chiamata, potevate mandarmi un messaggio». Mi pare che si voli un po’ troppo di fantasia. Non mandiamo messaggi e non usiamo piccioni viaggiatori. Un altro giovane – prosegue – ci ha contattato scrivendo: «Sono interessato a lavorare». Mezz’ora dopo: «No, ho preso informazioni, non m’interessa più». Che devo dirle, signora? Sono rimasto stupito anch’io».
Benassi precisa che non ci sono limiti di età per i curricula: «Nell’ultimo anno abbiamo fatto 30-40 assunzioni, tra cui una ragazza di 23 anni e una signora di 53». —
Tiziana Gori
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