Il Tirreno

Ambiente e turismo 

All’Unesco si cena con i prodotti dell’Appennino Giovanelli: onorati

C.B.
All’Unesco si cena con i prodotti dell’Appennino Giovanelli: onorati

La rete della “Riserva della Biosfera” alla sessione di Parigi Il presidente del Parco: passo importante per il territorio

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LUNIGIANA. A quattro anni dal riconoscimento Unesco come Riserva della Biosfera, l’Appennino tosco-emiliano è tornato a Parigi, nella sede Unesco (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, istituita a Parigi il 4 novembre 1946), questa volta su incarico del Ministero dell’Ambiente per organizzare la presenza in rete delle MaB Italiane alla 31a sessione del “Man and the Biosphere Programme International Co-ordinating Council (Mab-Icc)” . Un’occasione speciale sia per festeggiare le due nuovo Riserve della Biosfera del “Po Grande” e delle Alpi Giulie – proclamate nel corso del Consiglio - sia per offrire ai delegati una fotografia della rete delle Riserve della Biosfera del nostro Paese, attraverso un filmato, una pubblicazione e un contest gastronomico curato da Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana e realizzato grazie alla collaborazione di diversi produttori delle aree MaB.

Per la Biosfera dell’Appennino, tra gli altri, erano presenti la Cantina Lamoretti, Ca Mezzadri e il ristorante da Claudia di Corniglio (Parma) e le due realtà che hanno ricevuto il brand “I Care Appennino”, l’Azienda agricola La Montanara e i produttori della Comunità Slow Food Appennino (Reggio Emilia).

«Abbiamo avuto l'onere e l'onore di supportare il ministero dell'Ambiente per la celebrazione della crescita delle Riserve della Biosfera in Italia – spiega Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale e coordinatore della Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano - Nella giornata del 19 giugno abbiamo accompagnato e organizzato per conto del ministero Ambiente e dell’Ambasciata italiana all’Unesco una giornata di presentazione delle Rete delle Riserve MaB italiane alla conferenza mondiale e un benvenuto alle nuove riserve italiano ‘Po Grande’, che include tra l’altro la bassa reggiana e parmense, e Alpi Giulie, dove si è combattuta una guerra tra italiani e sloveni ora si crea un progetto transfrontaliero comune; grazie anche all’Unesco il mondo è come un fratello qui a portata di mano. Ancora una volta Parigi Unesco vuol dire un’esperienza che arricchisce noi e il nostro territorio di relazioni e motivazioni. È stato il vero battesimo di una rete nazionale MaB Italiana dove le Biosfere del nostro Paese si sono presentate alla conferenza mondiale, per la prima volta, nel loro insieme: prima brochure di sistema, primo video di sintesi, prima riflessione comune sulla strategia di branding».

La cena offerta ai delegati Unesco, “Taste and discover italian Biosphere Reserves”, è stata realizzata utilizzando alcuni tra i migliori prodotti agroalimentari delle Riserve della Biosfere Italiane.

Una testimonianza di come il settore della ristorazione e la gastronomia di qualità possano e debbano essere degli importanti alleati del programma Mab e delle politiche di conservazione attiva della biodiversità coltivata e allevata. Attraverso la loro arte, gli chef non sono solo creatori di qualità, ma possono diventare testimonial di eccellenza delle filiere e dei territori da cui provengono i prodotti che cucinano. —C.B.

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