Il Tirreno

La mappa delle “gobbe” 

Radici e asfalto rotto: ecco dove i pini hanno messo a dura prova i marciapiedi

Francesca Vatteroni
Radici e asfalto rotto: ecco dove i pini hanno messo a dura prova i marciapiedi

I problemi non sono solo sul lungomare: la sicurezza dei pedoni e dei mezzi è a rischio in molte altre zone di Marina

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Non è una novità e da anni lo si va ripetendo con una certa insistenza, che la situazione di strade e marciapiedi a Marina è di emergenza e in condizioni disastrate.

La bagarre nata per via dei diciassette pini ( come lotto iniziale perché in realtà nel progetto del Comune c’è, bilancio permettendo, l’intenzione di abbattere tutti i pini a bordo strada e solo sul Viale Colombo sarebbero quindi 63 i pini da abbattere), che l’Amministrazione vuole tagliare per poi procedere al rifacimento dei marciapiedi, ha spinto un gruppo di cittadini e alcune associazioni ambientaliste a protestare a gran voce e a domandarsi se la soluzione migliore per la sicurezza sia legata all’abbattimento dei pini o sia piuttosto una questione di manutenzione. Puntando il dito su varie zone di Marina dove il problema esiste, da tempo.

«La spesa per tagliare le piante è un costo che potrebbe essere utilizzato meglio se speso per rifare qualche marciapiede in più o magari per costruirne uno, visto che ci sono delle strade addirittura che ne sono prive» commenta Piero Marchini che sta portando avanti, insieme ad altri, la protesta contro la decisione dell’abbattimento. E che ci accompagna in una sorta di tour per scoprire i “danni” dei pini.

«Guardate via Genova - fa notare passando per il tratto del marciapiede che costeggia la pineta dove, lato monti, ci sono diversi palazzi e ad angolo c’è la Banca Monte dei Paschi- è tutta così: allora cosa facciamo? Buttiamo giù tutti i pini? E poi questa è un tratto di strada più frequentata con tutti i palazzi che ci sono!». Più avanti, troviamo l’Hotel Mediterraneo: «Qua è sparito hotel, giardino e marciapiede, addirittura ci sono dei sassi di mezzo» rimarca Marchini. Arrivati in piazza Menconi è impossibile non notare il marciapiede dissestato questa volta per le radici dei platani e addirittura per un tratto, per poter arrivare agli ambulatori Asl, mancamte. Sono presenti anche dei dossi importanti sullo stop, con a bordo strada degli alberi che non sono certo pini. Continuiamo fino al Campo dei Pini costeggiato da un marciapiede completamente dissestato, oltreché stretto, dove parcheggiano sistematicamente le macchine: «Questo è un marciapiede?» domanda ancora Marchini. Nella parte vecchia di Marina, entriamo in via Savonarola e lì si trovano altri platani ancora, che hanno divelto l’asfalto dopo anni di incuria: « Una carrozzina può passare?» sottolinea Piero Marchini. In via Cairoli, sempre nella parte vecchia di Marina, addirittura manca il marciapiede da ambo i lati. Spostandoci poi verso la parte ovest, passiamo da via Garibaldi con accanto la pineta e dove troviamo il marciapiede completamente ricoperto di piaghe e crepe. In via Bassagrande, strada frequentatissima e centrale, lato monte non c’è il marciapiede e lato mare il marciapiede è talmente stretto da non permettere il passaggio di carrozzine. E anche per alcuni tratti di via Rinchiosa, anch'essa molto abitata, il pedone è costretto a camminare sulla careggiata non potendo usufruire di alcun marciapiede. Sul viale Galilei a bordo strada ci sono platani ma il marciapiede è dissestato allo stesso modo e la stessa cosa dicasi per viale XX Settembre, con marciapiedi impraticabili e platani a bordo strada. Per non parlare del marciapiede sconnesso anche se senza alberature vicine, che costeggia Villa Ceci e dei marciapiedi dentro, di servizio al polo scolastico, vittime anche loro delle radici della pineta interna. Insomma quello che emerge è la necessità di un maxi lavoro di manutenzione. —

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