Il Tirreno

Dove le cabine non nascondono il mare Il bagno Mauro e una storia di turismo

Daniela Marzano
Dove le cabine non nascondono il mare Il bagno Mauro e una storia di turismo

Il titolare Maurizio Ragaglini ripercorre gli ultimi 70 anni e rilancia: facciamo rete e offriamo pacchetti a 360 gradi

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L’amore per il proprio territorio e una concezione turistica a 360 gradi è ciò che serve per rilanciare il turismo. Ne è convito sostenitore Maurizio Ragaglini, titolare del Bagno Mauro a Marina di Massa e vicepresidente del Consorzio Riviera Toscana.

La gestione del bagno Mauro è giunta alla terza generazione dei Ragaglini, da quando agli inizi degli anni ’40 il nonno Oreste (vulgo Maurizio), insieme al figlio Giuseppe, lo prese in concessione, dopo che erano decadute quelle che aveva negli anni 20-30 nella zona Partaccia. La famiglia era anche titolare del locale Mauritius (diventato poi “Fuori di Massa”) e di un albergo, sempre a Marina di Massa. Sono stati però il nonno Oreste e il nipote Maurizio a gestire il bagno (con aiuto di qualche zio), in quanto il figlio Giuseppe, dopo una parentesi giovanile, nel 1969 ha abbandonato il bagno per dedicarsi alla carriera di professore prima, direttore didattico dopo ed infine funzionario del Ministero degli Esteri come responsabile delle scuole estere in Belgio e Svizzera, con una parentesi politica nel primo dopoguerra come consigliere comunale di Massa. Altri orizzonti sono stati anche quelli di Cesare Maria, fratello di Maurizio, diventato ambasciatore estero, prima a New York (ha lavorato all’Onu) e poi a Mosca, dove tuttora segue le relazioni internazionali per una banca russa. In Maurizio ha prevalso la passione per il mare piuttosto che per una carriera istituzionale e dopo la laurea in Scienze Politiche si è dedicato al bagno di famiglia.

«Era il 1989, era tutto diverso da ora, il bagno ma anche la clientela. Nel 1995-1996 abbiamo tutto ristrutturato e rifatto le cabine. Abbiamo lasciato tra le cabine slarghi che consentono dalla strada di vedere il mare, ma ora in progetto abbiamo di togliere le cabine trasversali e di metterle a vagone. In questo modo la visuale sul mare sarà più ampia».

Forte della sua esperienza di gestore, Maurizio fa un’ analisi: «Allora c’erano molti turisti, specialmente tedeschi. Ora la clientela è cambiata, diventata più esigente. Vengono al mare pensando di trovare un villaggio turistico, mentre i tedeschi in primis si sono abituati a vacanze pianificate e ricercano il pacchetto completo, dove al bagno possa essere anche abbinato l’alloggio e magari anche un tour. Noi non siamo programmati per questo. Anche le nostre strutture ricettive sono cambiate, una volta avevamo quasi 4.500-5.000 posti letto, oggi siamo sui 1.500. Dobbiamo entrare in un’ottica diversa, cercare di offrire quel pacchetto. Grazie ad un bando regionale, stiamo realizzando con Stefano Gazzoli, presidente Fiba Confersercenti e ingegnere informatico, un portale turistico privato che consenta ordinazioni online con pagamento anticipato. Contiamo di creare una rete nella quale speriamo poter includere più strutture possibili, da quelle balneari a quelle ricettive, con le disponibilità in tempo reale. Nel portale ci sarà anche uno spazio con gli aggiornamenti degli eventi. Inizieremo la sperimentazione con alcuni bagni e poi ci allargheremo agli alberghi. Siamo a buon punto e dovrà essere attivo entro l’anno». La cosa che Maurizio Ragaglini auspica nel futuro è che si riesca a costituire un brand della “Costa Apuana” che nulla ha - spiega - da invidiare ai luoghi cult della Versilia: «Dobbiamo identificarci. Negli ultimi decenni siamo sempre stati quelle delle colonie e delle famiglie.La clientela ha ridotto le vacanze in un periodo ristretto (il boom è tra il 4 e il 24 agosto), ed è stanziale. Sono lontani gli anni in cui usavano Marina come base per luoghi storici come Lucca, Pisa o Firenze. Marina di Massa è come un compasso: abbiamo il dovere di allargarlo verso l’entroterra e offrire tutto ciò che di bello abbiamo». —

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