Sicurezza
Un “cimitero” di yacht sequestrato a Marina
In viale Zaccagna decine di relitti di barche affondate a Rapallo nella mareggiata del 2018. E su cui indaga la procura
carrara. È un vero e proprio cimitero di barche quello sequestrato dai carabinieri su ordine della procura della Repubblica di Genova nell’ambito dell’indagine sullo smaltimento degli yacht affondati al porto Riva di Rapallo durante la mareggiata dell’ ottobre 2018. Il “cimitero” delle barche stato creato in un area di deposito a Marina, fra viale Zaccagna e viale Da Verrazzano (dietro a un distributore di carburanti chiuso) e raccoglie 73 di imbarcazioni e yacht gravemente danneggiati durante la mareggiata. E sul cui smaltimento è aperta un’inchiesta per traffico e smaltimento illecito di rifiuti.
Il deposito di viale Zaccagna, posto sotto sequestro, era stato affittato da Pasquale Capuano, imprenditore campano attorno a cui ruota l’indagine della magistratura e dei carabinieri liguri che vede dieci gli indagati fino a questo momento, insieme a Capuano. I vertici della Porto Carlo Riva (l’amministratore delegato Andrea Dall’Asta, la direttrice Marianna Scarpino, il responsabile della sicurezza del porto Mirko Melzani e l’ingegnere incaricato di compilare la documentazione sui relitti, Federico Dagnino) e altri imprenditori legati a Capuano.
L’idea degli inquirenti è che i responsabili del porto, per abbattere i costi dello smaltimento dei natanti e per velocizzare le procedure di rimozione dei detriti del porto, si sarebbero affidati a Capuano sapendo che l’uomo offriva servizi di demolizione a prezzi concorrenziali. Troppo concorrenziali, secondo gli inquirenti, perché i lavori di smaltimento fossero condotti a norma di legge.
L’inchiesta è partita nel maggio scorso quando i carabinieri di Santa Margherita fermano un Tir carico di detriti di yacht all’esterno del porto Riva e diretto a Marina di Carrara, al deposito gestito da Capuano. Durante il controllo, emerge chel’autotrasportatore, non ha con sé documenti che attestino il suo carico. Il camion viene così sequestrato e dai successivi accertamenti inizia a profilarsi, secondo la procura, un traffico illecito che porta da Rapallo a Napoli, passando da Marina di Carrara. —C.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
