Il Tirreno

a fosdinovo 

Perseguita la moglie al lavoro, denunciato uomo di 37 anni

Quando vivevano insieme la colpiva con calci e pugni anche davanti alla figlia Lei poi è andata via da casa e lui la tormentava al locale

3 MINUTI DI LETTURA





fosdinovo. Il tipico atteggiamento del padroncino, di chi vuole la moglie sottomessa alla sua insindacabile e violenta volontà. E quando lei si è sfilata da questo clima, andando a vivere con i genitori, è andato fuori di testa in un crescendo di minacce e scenate bloccato dai carabinieri di Fosdinovo, guidati dal maresciallo Alessandra Mercadante.

La denuncia per maltrattamenti è scattata a carico del marito 37enne, che nell’ambito delle relazioni familiari, complice anche l’abuso di alcolici, aveva perpetrato nel tempo un atteggiamento violento, minaccioso ed aggressivo nei confronti della moglie, innescato da un desiderio assoluto di controllo nel voler essere il gestore e dominatore incontrastato della vita familiare. In più circostanze, oltre a insultarla pesantemente, anche di fronte alla figlia, l’uomo non si era fatto nessun problema ad aggredirla con schiaffi, calci e pugni, colpendola soprattutto in testa in modo tale da non lasciare traccia di violenza sulle altre parti del corpo. La vittima aveva sempre sopportato in silenzio, senza ricorrere alle cure dei sanitari, tantomeno denunciando.

Negli ultimi tempi, nonostante la donna si fosse decisa a lasciare l’abitazione coniugale per trasferirsi a casa dei genitori, il marito si era reso protagonista di pericolose “incursioni” durante l’orario di apertura del locale, danneggiando volutamente le prese dell’impianto elettrico e staccando sia la luce che l’erogazione dell’acqua per impedire ai dipendenti di cucinare. Proprio uno dei cuochi si era poi ritrovato bersagliato di pesanti minacce e veri e propri “ultimatum” da parte dell’uomo, che una sera si era presentato nel locale della moglie con un coltello in mano, inscenando un attacco di gelosia e sostenendo che avrebbe tagliato la gola se non se ne fosse andato dal ristorante della moglie. Il pm Marco Mansi ha chiesto una misura cautelare per allontanare il marito violento dalla casa coniugale e soprattutto per impedire all’uomo di avvicinarsi alla ex-moglie. Il provvedimento, è stato firmato dal giudice Dario Berrino.

Riguardo il fenomeno della violenza di genere, il maggiore Cristiano Marella, comandante della compagnia carabinieri di Carrara, dichiara: «Per avviare un percorso di aiuto è assolutamente necessario che le donne vittime di maltrattamenti fisici e psicologici prendano consapevolezza del problema e si rivolgano alla più vicina Stazione dei carabinieri oppure, in situazioni di emergenza, al numero unico 112. Le indagini appena concluse dimostrano ancora una volta che non ci sono giustificazioni per chi compie violenza contro una donna, a maggior ragione se ciò avviene nell’ambito dei rapporti familiari o affettivi. La denuncia è l’unica soluzione per uscire dalla paura e tornare ad una vita “normale”. Le vittime non saranno mai sole e potranno sempre contare, oltre che sulla competenza e professionalità dei carabinieri che operano in stretta sinergia con la magistratura, anche sull’aiuto e sul sostegno di tutta la “rete”, di cui fanno parte anche i centri antiviolenza presenti sul territorio, che oltre a garantire ospitalità sotto protezione, possono fornire un aiuto psicologico e legale». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web